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Esteri
Asem, "A Milano si celebra l'omicida di mio fratello"

di Arianna Polenghi

Vorrei ricordare il sacrifico di mio fratello Fabio, ucciso in Thailandia dall'esercito durante gli scontri del 19 maggio 2010, come ha potuto provare mia sorella Elisabetta Polenghi dopo una serie di indagini e la sua forza e coraggio ( e senza l'aiuto del governo italiano). Siamo indignati e delusi del trattamento riservato durante l'ASEM all'auto proclamato primo ministro e generale Prayut Chan-Ochoa, golpista, totalmente disinteressato dei Diritti Umani e che fu in qualche modo "complice" dell'omicidio di mio fratello. Inaccettabile che l'Italia dia ospitalità a questa persona. In Tailandia sono sotto un regno di terrore molto peggiore di cio' che vivono paesi come Egitto o Sudan, Cina, Cuba, persino la Corea del Nord in questi mesi.

Sono decine di migliaia le vittime senza nome, buttate in fosse comuni, e proprio qualche settimana fa le madri delle vittime del massacro del 2010 sono state arrestate. Cio' che il Cile e l' Argentina hanno vissuto durante le terribili dittature degli anni 70 o l' Italia durante il fascismo e' NULLA , nemmeno una minuscola parte di cio' che la Tailandia ha vissuto e sta vivendo ora. Il peggio e' che a nessuno importa. Anzi, qui siamo agli onori!

Quando il fotoreporter giapponese fu ucciso nell'angolo fra Tanao e Khaosand Road qualche giorno prima di Fabio, ci fu un massacro di decine di persone, soprattutto donne e bambini. I militari non lasciano testimoni e non guardano in faccia nessuno, per questo e' molto difficile trovare testimoni. Se devono far sparire cento, mille, diecimila persone lo fanno. E' gia successo nel 1976, nel 1992 con 5000-10000 studenti fatti a pezzi, le ragazze stuprate prima e poi uccise, i corpi bruciati e fatti a pezzi, gettati nel fiume o dati ai cani.

Questa e' la Tailandia: uno degli inferni piu' terribili che esistano sulla terra.

Non solo tailandesi, ma moltissimi stranieri sono torturati e uccisi ogni giorno solo per denunciare il traffico di metanfetamine capeggiato dai militari, i bambini fatti schiavi nei bordelli (gestiti dai militari), e le stragi nei villaggi, contro radioamatori, contadini..

Sulla Tailandia non si dice quasi nulla, perche' i militari ammazzano tutti i possibili testimoni, dal giornalista al passante al rappresentante della ONU, Amnesty.

Dopo il golpe di quest' hanno, i tailandesi stanno vivendo un inferno 1000 volte peggiore di quello del 2010, ogni sms e' controllato, basta una mezza parola sbagliata per essere confinati in un campo di tortura , chi non si piega , sequestrano e torturano i familiari cominciando dai figli. Nel 2010 decine di bambini vennero schiacciati dai carri armati.

Dei tanti responsabili di questi massacri.

Il governo italiano gli permette id venire a Milano per una conferenza!

Pensate a Fabio, che come tanti altri giornalisti e attivisti stranieri che sono stati uccisi e/o incarcerati e torturati in Tailandia, una delle tante vittime innocenti di questo regime militare genocida che dal 1932 incute il terrore e la morte.

Tutto questo è insopportabile per noi, familiari di un italiano ucciso in quel paese, ma dovrebbe esserlo per tutti. La Thailandia dovrebbe essere esclusa da eventi come questo fino a che vige un regime militare e una durissima legge marziale.

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