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Esteri
Roman Abramovich           Roman Abramovich

L'ex oligarca e nemico giurato di Vladimir Putin, Boris Berezovsky, trovato morto sabato nella vasca di una casa nel Berkshire, e' stato strangolato. A smentire l'ipotesi piu' accredita dalla stampa di un suicidio dovuto a forte depressione e' stato uno degli amici di vecchia data dell'ex magnate russo, Nikolai Glushkov. L'uomo, ex vice direttore della compagnia Aeroflot, parlando col quotidiano britannico Guardian, ha riferito che vicino al corpo di Berezovsky e' stata trovata una sciarpa sospetta, a quanto gli avrebbe raccontato una delle ex mogli dell'oligarca. Galina Berezovsky, intestataria della casa nel Berkshire, e' potuta entrare subito dopo la scoperta del cadavere e vedere la scena. "Boris e' stato strangolato - ha detto Glushkov il quale ha escluso sia che fosse depresso, sia che possa essere morto per cause naturali. "Si sono verificate troppe morti (di russi in esilio)", ha aggiunto.

Voci create ad arte di un fermo negli Usa di Roman Abramovich, forse per confondere le acque proprio mentre a Londra iniziava l'autopsia sul cadavere del magnate Boris Berezovsky, 67 anni, trovato morto sabato pomeriggio nel bagno della sua residenza di Ascot, a una sessantina di chilometri da Londra.

Così vengono spiegate tra Mosca e New York le indiscrezioni di stampa balzate oggi sulle prime pagine di tutto il mondo su un presunto arresto del patron del Chelsea da parte dell'Fbi, poi smentito direttamente dai federali, oltre che dal diretto interessato. Abramovich ha sfidato Berezovsky lo scorso anno in tribunale e da allora i rapporti di business tra i due erano diventati di dominio pubblico: su questa rottura oggi sarebbe stato creato il "giallo nel giallo".

Abramovich "non è stato fermato e neppure contattato dall'Fbi" conferma a TMNews John Mann, portavoce di Abramovich, cittadino americano con laurea ad Harvard. "Tutto è partito da quanto ha raccontato una fonte (da Mosca) a un giornalista di Rbk (testata russa)". Ma la notizia "non è vera" ribadisce Mann, benchè abbia fatto il giro del mondo e abbia colpito significativamente le azioni del Gruppo Evraz quotate sulla borsa di Londra, scivolate di oltre il 5% finchè il "rumor" non è stato smentito.

La voce si è propagata con estrema velocità. L'avvocato Aleksandr Dobrovinsky - che sabato ha confermato alla tv Russia 24 la morte di Berezovsky - aveva detto alla Radio Business FM di aver sentito del fermo di Abramovich "da gente della cerchia dell'imprenditore" collegandolo a sospetti di riciclaggio di denaro. "Lo rilasceranno su cauzione e ovviamente molto in fretta, naturalmente se è vero", aveva poi precisato.

Mann smentisce seccamente. "All'alba dal 2013 sono sufficienti 4 righe su un sito web con una dichiarzione attribuita a una fonte anonima per creare una tempesta mediatica. Lunga vita alla stampa libera!", ha esclamato il portavoce.

In base ad altre fonti il magnate è giunto negli Stati Uniti a ridosso di un lieto evento, il parto della compagna Dasha Zhukova, che gli darà un altro erede. Mentre sembra chiaro che a spingere il rumor siano state più che altro spinte speculative. Abramovic controlla Evraz con il partner e collega magnate Alexander Abramov, con un cosìddetto 'veicolo' di investimento Lanebrook Limited. Lanebrook è stata costituita a Cipro nel 2006 e controlla il 63,46% di Evraz. In particolare Abramovich è beneficiario al 30,99%. Evraz è un colosso dell'acciaio, del vanadio e minerario con operazioni in Russia, Ucraina, Europa, Stati Uniti, Canada e Sud Africa.
 

 

 

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