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Esteri

Israele finisce sotto accusa. Un funzionario governativo ha rivelato che sulle immigrate etiope sarebbero stata effettuati  trattamenti  medici contraccettivi forzati o imposti di nascosto. Un metodo per controllare le nascite. Alle donne africane verrebbero infatti  iniettati dei farmaci contraccettivi di lunga durata. Il caso è scoppiato dopo la messa in onda di un programma televisivo  in cui sono state raccolte interviste a donne etiopi che denunciavano i trattamenti sanitari. Una di queste denunciava che  non arrivata “in Israele, otto anni fa, mi hanno iniettato il Depo-Provera. Era considerato un requisito essenziale per poter entrare nello Stato ebraico”.

Alcune  donne invece  non conoscevano nemmeno il tipo di trattamento al quale venivano sottoposte: il Times di Israele ha aggiunto come non poche avevano pensato si trattasse di normali vaccinazioni. Altre ancora hanno spiegato di aver riportato effetti collaterali, come continui mal di testa e dolori addominali. Il Depo-Provera, come riporta un editoriale di Haaretz è Efrat Yardai, è farmaco estremamente intrusivo, solitamente prescritto per “le donne con disabilità mentale”.

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