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Esteri

E' di almeno 26 morti e centinaia di feriti il bilancio degli scontri in Egitto nel venerdi' della rabbia dei Fratelli musulmani per la deposizione del presidente, Mohamed Morsi. Nella notte l'Alleanza nazionale a sostegno della legittimita', un cartello di partiti e movimenti islamici di cui fa parte anche la Fratellanza, ha annunciato nuove proteste "pacifiche" per chiedere che venga reinsediato Morsi. Nelle stesse ore la polizia ha arrestato Khairat al-Shater, uno dei piu' influenti collaboratori di Morsi.

 

L'intervista a Massimo Campanini. 'Ecco chi sono i Fratelli musulmani'

 

Almeno 12 morti si sono registrati ad Alessandra nella battaglia per le strade tra sostenitori e oppositori del Fratelli musulmani. Al Cairo due persone sono state uccise a Piazza Tahrir in uno scontro a fuoco tra islamici e i loro oppositori e altri quattro morti si sono registrati nei pressi del quartier generale della Guardia repubblicana dopo che alcuni militanti islamici hanno tentato di raggiungere l'ingresso. Nel nord della penisola del Sinai militanti pro-Morsi hanno assaltato la sede dell'autorita' provinciale ad al-Arish e hanno issato una bandiera nera qaedista.

Un prete copto e' stato assassinato oggi a el-Arish, capoluogo della provincia egiziana del Sinai Settentrionale: lo hanno riferito fonti delle forze di sicurezza locali, secondo cui il religioso e' stato crivellato di proiettili. La penisola da due giorni e' interessata da diversi attacchi di miliziani armati che si ritiene siano seguaci dei gruppi islamisti come i Fratelli Musulmani, cui fa capo il deposto presidente Mohamed Morsi: l'omicidio sarebbe tuttavia il primo delitto a sfondo settario nella regione, dove finora erano state prese di mira solo le autorita' civili. Gli integralisti islamici hanno criticato ferocemente il papa copto Tawadros, leader spirituale degli otto milioni di cristiani d'Egitto, per essersi schierato contro Morsi e a favore dei militari golpisti.

BAN KI-MOON: "NO A VENDETTE ED ESCLUSIONI" - Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha messo in guardia gli egiziani dal ricorrere a vendette e dall'escludere partiti e comunita' dalla vita politica, dopo il colpo di stato tecnico che ha deposto il presidente islamista Mohamed Morsi. Per superare in modo pacifico l'attuale congiuntura "non c'e' posto per le rappresaglie o per l'esclusione di importanti partiti o comunita'", ha avvertito il numero uno del Palazzo di Vetro, citato dal portavoce dell'Onu, Farhan Haq. Ban ha spiegato di seguire "con crescente preoccupazione" gli sviluppi della crisi egiziana, da cui arricano "inquietanti notizie" di arresti e restrizioni della liberta' di espressione e "orribili racconti di violenze sessuali". Il segretario generale dell'Onu ha chiesto alle forze di sicurezza di "proteggere i manifestanti e impedire scontri violenti" e ha invitato chi scende in piazza a farlo "in modo pacifico". Per Ban l'Eggitto e' "a uno snodo critico" e deve pianificare un ritorno pacifico a un governo civile e democratico.

NASCE UN NUOVO GRUPPO ARMATO ISLAMISTA - In Egitto e' stata annunciata la nascita di un nuovo gruppo islamista armato per rispondere alla destituzione del presidente, Mohamed Morsi. Ansar al-Sharia, questo il nome della formazione, ha definito il golpe militare "una dichiarazione di guerra contro l'Islam in Egitto" e ha fatto sapere che sta armando e addestrando i propri militanti. In un comunicato postato su un sito estremista di gruppi che operano nel Sinai e rilevato dal sito di monitoraggio di intelligence Site, la neonata formazione accusa laici, sostenitori di Hosni Mubarak, copti cristiani e militari di voler trasformare il Paese "in un mostro crociato e secolare". Ansar al-Sharia si e' detta contro la democrazia e a favore della sharia e ha fatto sapere che aiutera' i musulmani a "a fermare gli attacchi e a difendere la religione". Intanto in un comunicato il Partito liberta' e giustizia, braccio politico dei Fratelli musulmani, ha fatto sapere che "restera' al fianco dei suoi membri e dei suoi simpatizzanti sulle piazze egiziane fin quando il presidente non sara' riabilitato nelle sue funzioni".

LETTA: "FINE IMMEDIATA DI OGNI VIOLENZA" - Il Presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha ricevuto oggi il Ministro degli Affari Esteri, Emma Bonino, per un aggiornamento sugli sviluppi in corso in Medio Oriente, anche alla luce della recente visita compiuta in Israele e nei Territori dell'Autonomia Palestinese.  Con riferimento alla situazione in Egitto, e' stata espressa - si legge in una nota - grande preoccupazione. Da parte italiana si auspicano l'immediata fine di ogni violenza e l'avvio di una transizione rapida e inclusiva.


 

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