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Esteri

 

Al Cairo, che vede da giorni in una situazione si costante tensione, si rischia stasera un ennesimo scontro. I manifestanti pro-morsi, finora circoscritti a Nasr City, stanno marciando sul quartier generale della tv di Stato, circondata da giorni da carri armati delle forze armate.

Primi atti del neo presidente egiziano ad interim, Adli Mansour, all'indomnai del suo giuramento. Con un decreto ha dissolto il Parlamento (di fatto solo il Consiglio della Shura, la camera alta, l'unico ramo rimasto attivo dopo lo scioglimento della Camera ad opera della giunta militare o scorso anno) guidato dalla maggioranza islamista dei Fratelli Musulmani (Partito Liberta' e Giustizia) e dei salafiti (al Nour) e ha nominato il nuovo capo dei servizi segreti Mohamed Ahmed Farid al posto di Mohamed Raafat Shehat, voluto da Morsi. Shehat e' stato nominato consigliere del presidente, incarico esclusivamente onorifico.

Scontri con diversi morti hanno insanguinato l'Egitto nel venerdi' della rabbia dei Fratelli musulmani, 48 ore dopo la deposizione del presidente islamista Mohamed Morsi da parte delle forze armate. Almeno tre manifestanti sono rimasti uccisi negli scontri con i militari mentre in centinaia cercavano di raggiungere il quartier generale della Guardia repubblicana, dove e' rinchiuso Morsi. Testimoni hanno accusato i soldati di aver sparato pallini da caccia ad altezza d'uomo, ma l'esercito ha assicurato che i suoi uomini hanno usato solo colpi a salve e lacrimogeni.

Prima nota stonata dal golpe militare che ha deposto Mohamed Morsi. Il leader dei Fratelli Musulmani, Mohamed Badie, di cui ieri era stato annunciato l'arresto insieme ad altri esponenti della formazione, e' libero tanto da essere apparso sul palco ad una manifestazione in corso dei sostenitori dell'ex presidente.

Sono decine di migliaia i manifestanti scesi in piazza al Cairo, dove le truppe hanno presidiato l'area attorno alla moschea Rabia al-Adawiya, nel quartiere di Nasr City, ma anche ad Alessandria, ad Assiut e in altre citta' dell'Egitto. Era stata l'Alleanza nazionale a sostegno della legittimita', un cartello di partiti e movimenti islamici di cui fanno parte anche i Fratelli musulmani, a convocare le proteste.

A Luxor, nel sud, un militante islamico e' morto all'alba negli scontri tra musulmani e cristiani. I militanti islamici hanno reagito dando alle fiamme diverse abitazioni cristiane in citta'. Nella citta' di Ismailia, a Suez, i soldati hanno sparato in aria quando i manifestanti hanno cercato di irrompere nell'ufficio del governatore, senza causare feriti. Anche l'opposizione liberale ha lanciato un appello ai suoi sostenitori a scendere in piazza e ci sono stati anche scontri con gli islamisti a Damanhour, capitale della provincia Beheira nel delta del Nilo, dove 21 persone sono rimaste ferite.

Nella notte c'erano stati anche serie di attacchi nel nord della penisola del Sinai. Un soldato egiziano e' morto e altri due sono rimasti feriti nell'offensiva lanciata da gruppi armati all'aeroporto di El Arish e a tre checkpoint militari.

Intanto dopo la rimozione di Morsi, l'Unione Africana ha sospeso l'Egitto da tutte le attivita'. E adesso si attendono gli sviluppi. Nella notte l'esercito ha lanciato un appello alla riconciliazione e messo in guardia da atti di vendetta che rappresentano "una minaccia per la pace sociale e gli interessi della nazione, cosi' come "ricadono negativamente sulla sicurezza e l'economia egiziana". Non e' detto che verra' ascoltato.

ELBARADEI: IL GOLPE E' STATO UN 'RESET' - "Non possiamo permetterci di far fallire l'Egitto, nessuno se lo puo' permettere". Mohammed ElBaradei, ex numero uno dell'Aiea, neo-leader dell'opposizione unificata nonche' possibile nuovo premier di transizione, parla alla Cnn e spiega che il golpe militare che ha destituito Mohamed Morsi in fondo e' stato un necessario "reset". "E' stato un richiamo, niente di nuovo" ha affermato spiegando che le elezioni dell'ex presidente sono state piuttosto giuste" ma poi "sfortunatamente Morsi ha fatto precipitare le situazione".

"Quando in strada si riversano 20 milioni di persone che chiedono che tu te ne vada e' molto triste". Il 'reset' che ora si augura ElBaradei e' che l'Egitto rimetta in piedi una Costituzione e un governo inclusivo di tutti, inclusi i Fratelli musulmani. "Non penso che vorrebbe - ha aggiunto il politico - ma anche Morsi potrebbe ricandidarsi". "Abbiamo bisogno - ha aggiunto ElBaradei - di chiunque voglia far parte del processo politico. Abbiamo bisogno di una societa' coesa che sia tollerante e che rispetti le differenze tra le persone".

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