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Si apre uno spiraglio per la crisi in Egitto. Al termine di una riunione nella moschea di Al-Azhar, al Cairo, i rappresentanti delle forze politiche, religiose e sociali del Paese hanno firmato una dichiarazione in cui "condannano tutte le forze di violenza e di incitamento alla violenza" e si impegnano a sostenere "un dialogo serio" per superare l'attuale contrapposizione.

L'incontro, che nasce da un'iniziativa di ex rivoluzionari che si erano battuti contro Hosni Mubarak, e' stato presieduto dallo sceicco Ahmed Mohamed Ahmed al-Tayyeb, grande imam della moschea e rettore dell'universita' di Al-Azhar, l'istituzione culturale piu' autorevole del mondo sunnita. L'imam ha ricordato ai leader della maggioranza islamista e dell'opposizione laica come la sharia, la legge coranica di cui e' uno dei maggiori esperti viventi, vieti espressamente di versare il sangue. Quindi ha sottoposto loro un documento scritto di proprio pugno che e' stato firmato da tutti i presenti.

Il patto prevede tra l'altro la creazione di una commissione mista che studi le misure da adottare per allargare il dialogo avviato all'Al-Azhar. Dopo l'incontro si e' detto piu' fiducioso il liberale Mohamed ElBaradei, uno dei leader del Fronte di Salvezza Nazionale, principale cartello delle forze di opposizione. "Siamo usciti dalla riunione con un certo ottimismo", ha riferito l'ex direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, insignito del premio Nobel per la Pace 2005. "Ciascuno di noi fara' quanto gli e' possibile, con buona volonta', per creare ancora una volta la fiducia tra le fazioni della Nazione egiziana", ha aggiunto.

All'accordo hanno aderito anche i Fratelli Musulmani, che guidano l'Egitto con il presidente Mohamed Morsi e con il Partito per la Liberta' e la Giustizia, detentore della maggioranza in Parlamento. Altrettanto hanno fatto il laicista Amr Moussa, gia' segretario generale della Lega Araba, e il nasseriano Hamdeen Sabahi, come pure gli islamisti moderati di al-Wasat, i delegati delle diverse chiese cristiane nonche' Ahmed Maher, co-fondatore del Movimento Giovanile 6 Aprile che due anni fa ebbe un ruolo determinante nel rovesciamento del vecchio regime di Hosni Mubarak.

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