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Esteri
Francia, trionfa Fillon. Juppé ko. Un'ottima notizia per la Le Pen

La sfida tra i due ex premier per essere il candidato del centrodestra alla presidenza francese si chiude con la vittoria del più giovane e meno moderato dei due. Sarà François Fillon - già premier con Sarkozy - a correre per l'Eliseo nel 2017 per i Republicains, battendo nettamente lo sfidante Alain Juppé, primo ministro negli anni '90 con Chirac. Anche se i risultati sono parziali, il vantaggio di Fillon è ampio, intorno al 70%.

Nei due quartier generali dei candidati si respira un'atmosfera molto diversa: festosa e affollatissima in quello di Fillon, rassegnata in quello di Juppé, dove alcuni dei suoi sostenitori sono già rientrati a casa. Neanche a Bordeaux, di cui è sindaco, Juppé ha fatto il pieno di voti. Al contrario, Fillon è ampiamente in testa nel suo feudo elettorale, a Sable-sur-sarthe. 

Nel primo turno, la settimana scorsa, i due ex premier avevano 'eliminato' dalla corsa l'ex presidente Nicholas Sarkozy. Fillon aveva ottenuto il 44,2% dei consensi (1.737.327 di voti), Juppè il 28,5% (1.118.701), solo terzo Sarkozy con il 20,6% (810.143).

Fillon ha un approccio duro su temi come l'immigrazione e terrorismo, ha pubblicato un libro dal titolo non equivoco: Contro il totalitarismo islamico. Reazionario su temi sociali: è contro l'aborto ("per ragioni di fede"), anche se ha promesso di non cambiare la legge se sarà eletto. È contro il matrimonio gay: non vuole cancellare la riforma socialista ma limitare al massimo le possibilità di adozione per coppie omosessuali.

In economia promette una terapia choc per il paese: 110 miliardi di euro in tagli sulla spesa pubblica, oltre 500mila funzionari pubblici da mandare a casa, aumento dell’Iva di 2 punti per finanziare sgravi alle imprese, abolizione delle 35 ore e libertà di accordi aziendali.

In politica estera è un europeista prudente (sogna un ritorno alle sovranità con “L'Europa delle nazioni”), è dichiaratamente filo-russo, amico di Vladimir Putin da quando era premier. Si avvicina a una tradizione gollista antagonista rispetto agli Stati Uniti.

La vittoria di Fillon è un'ottima notizia per Marine Le Pen perché molti elettori socialisti, in un probabilissimo ballottaggio Le Pen-Fillon, potrebbero disertare le urne favorendo così un clamoroso successo della leader del Front National che a questo punto è in pole position per conquistare l'Eliseo. Ecco perché l'affluenza alle urne è stata in forte rialzo per il secondo turno delle primarie: molti elettori di sinistra sono andati alle urne per scongiurare il "pericolo" Fillon, quindi Le Pen. Ma l'operazione è fallita. 

Francia, Valls non esclude di sfidare Hollande alle primarie della gauche

Consapevole dell'impopolarita' (la piu' bassa della V Repubblica) dell'attuale inquilino dell'Eliseo, Francois Hollande, il suo primo ministro Manuel Valls per la prima volta non a escluso di sfidarlo alle primarie socialiste in programma il 22 ed il 29 gennaio con la scadenza, per presentare le candidature, il 15 dicembre, che si avvicina In un'intervista al "Le Journal du Dimanche" (JDD) Valss ha sostenuto: "Conservo un rapporto di rispetto, amicizia e lealta' con (Hollande) pero' la lealta' non esclude la franchezza. Il contesto e' cambiato. La pubblicazione del suo libro di confessioni ("Quello che un presidente non dovrebbe mai dire") ha creato un profondo disagio nella sinistra e io come capo della maggioranza debbo tenerne conto". Su tutto pesa anche l'annuncio della decisione di Hollande di ricandidarsi o meno all'Eliseo.

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