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Esteri

Sfarzo e solennita' - il meglio della Gran Bretagna, in una Londra tipicamente grigia e nuvolosa - hanno salutato l'ultimo viaggio della Baronessa Margaret Thatcher. Con tutta la solennita' del protocollo (erano funerali con onori militari, senza essere di Stato), le hanno dato l'estremo saluto due capi di Stato, undici premier (tra cui Mario Monti), l'intero governo britannico, molti dei ministri dei suoi governi, e soprattutto la regina, Elisabetta II accompagnata dal duca di Edimburgo, il principe Filippo, tutti in lutto stretto. La monarca non partecipava a un funerale di un ex premier dal 1965, anno in cui mori' Winston Churchill.

Vestiti di scuro anche le oltre duemila persone assiepate dentro la cattedrale di St.Paul; e le migliaia che hanno atteso il feretro lungo le strade salutandolo con scrosci di applausi e il lancio di fiori bianchi che hanno sostituito le temute proteste. Unica eccezione una ventina di persone che hanno girato le spalle al passaggio del corteo, scandendo 'Margaret, Margaret, Margaret. Dead, Dead, Dead') e un uomo con un cartello con su scritto 'boo'.



Lasciato il Parlamento, dove era rimasto la notte, il feretro e il corteo funebre hanno percorso il tragitto lungo le principali arterie di Londra, a partire dalla Chiesa di Saint Clement Danes, a Strand Avenue: coperto con la bandiera britannica e un cuscino di rose bianche, il feretro e' stato trasportato prima su un carro funebre e poi su un affusto di cannone tirato da sei cavalli e scortato dai membri delle tre forze armate, tra i quali i reggimenti che parteciparono alla guerra delle Falkland contro l'Argentina nel 1982. E mentre il Big Ben rimaneva muto in segno del rispetto del Parlamento ed erano a mezz'asta le bandiera nella residenza di Downing Street e nel palazzo di Westminster, il corteo e' arrivato alla cattedrale che aveva gia visto i funerali di Nelson, il duca di Wellington e Churchill, ma anche le nozze del principe Carlo e Lady Diana Spencer. Ai piedi della scalinata, i membri della Guardia Reale, vestiti di rosso e con i caratteristici cappelli neri; e sul portone d'ingresso, in mano i cuscini con le insegne dell'ordine della Giarrettiera e l'ordine del Merito, i due nipoti, Amanda e Michael, che hanno poi deposto i cuscini sull'altare.

Presenti amici e nemici e buona parte di coloro che hanno scritto la storia britannica dell'ultimo trentennio. Il premier David Cameron, accompagnato dalla moglie Samantha, i premier passati (John Major, Tony Blair e Gordon Brown insieme alle rispettive consorti), l'intero governo attuale e 30 membri dei governi della 'Iron Lady'; i due figli gemelli della Thatcher, Sir Mark e Carol, e figure che, come lei, hanno attraversato la 'guerra fredda' come l'ex segretario di Stato Usa, Henry Kissinger; e star dello spettacolo come Joan Collins e Shirley Bassey. Cameron e una dei nipoti, la bella Amanda, hanno letto brani della Bibbia. E nel suo discorso, il vescovo di Londra, Richard Chartres, ha ricordato che la Thatcher, che trasformo' il volto della Gran Bretagna, era una figura polarizzante, ma ha voluto tenere fuori dalla porta la polemica politica: "Dopo la tempesta di una vita condotta nel fuoco della controversia, ora c'e' una grande calma".

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