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Esteri
scontri in mali (1)

La Francia martella i jihadisti nel nord del Mali e assicura che il Paese africano non sara' per Parigi cio' che l'Iraq ha rappresentato per Washington: "Non terremo li' le truppe a tempo indefinito", ha spiegato il presidente francese, Francois Hollande, ma i soldati lasceranno il Mali quando questo "avra' un'autorita' legittima e riconosciuta, sara' avviato un processo elettorale e la minaccia ribelle sara' finita".

Incassato il via libera dell'Onu, la Francia nelle ultime ore ha ricevuto anche l'appoggio degli Usa: Leon Panetta, che inizia in queste ore un tour in Europa (domani sara' ricevuto a Palazzo Chigi) ha ricordato che gli Usa si fanno un punto d'onore nel non lasciar "alcun luogo ad al-Qaeda per nascondersi" ma e ha escluso "al momento" l'invio di truppe. I soldati francesi in campo sono 750, ma Parigi promette di triplicare le forze, portandoli a 2.500 uomini; e intanto una colonna di veicoli corazzati francese, partita lunedi' da Abidjan, e' arrivata nella notte a Bamako, pronta a spostarsi verso le aree di combattimento.

Da quando e' cominciata l'offensiva francese, gli islamisti sono fuggiti da tre importanti citta' che erano sotto il loro controllo: Timbuctu, dove i residenti negli ultimi 9 mesi avevano subito alcumi degli abusi piu' gravi, Gao, sempre nel nord e Douentza. Ma lunedi', messi in fuga dalle loro roccaforti dai caccia Rafale francesi, hanno organizzato una controffensiva conquistando la piccola citta' di Diabaly, a circa 400km da Bamako. Gli aerei francesi nella notte hanno colpito proprio Diabaly e il presidente francese, Francois Hollande, parlando dalla base militare francese di Abu Dhabi, ha assicurato che i raid della notte hanno "raggiunto il loro obiettivo".

Adesso si attende l'arrivo delle truppe africane dell'Ecowas, che si e' riunito oggi a Bamako. La Francia e gli altri Paesi del Consiglio di Sicurezza vogliono un'accelerata nel dispiegamento della forza di intervento sotto mandato Onu, composta da 3.300 uomini. Ma i primi uomini del contingente nigeriano che sara' composto di 900 soldati (300 in piu' del previsto) arriveranno gia' nella prossime 24 ore; e si sono impegnati ad inviare truppe anche Benin, Ghana, Niger, Senegal, Burkina Faso e Togo. Il Belgio ha intanto annunciato che contribuira' con due aerei da trasporto C-130 e un elicottero per il sostegno nelle retrovie francesi, la Gran Bretagna e il Canada hanno offerto trasportatori di truppe, e gli Stati Uniti si sono impegnati a condividere intelligence e fornire supporto logistico.  

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