Punti chiave
Il segretario di Stato USA Marco Rubio ha dichiarato che potrebbero arrivare “buone notizie” entro poche ore, riferendosi ai negoziati in corso. Ha parlato della possibilità di un annuncio sul conflitto in Medio Oriente e di un processo che potrebbe portare a un obiettivo condiviso: impedire all’Iran di ottenere un’arma nucleare. Rubio ha ribadito che “l’Iran non deve mai possedere un’arma atomica”.
Il premier britannico Keir Starmer ha accolto con favore i progressi verso un accordo tra Stati Uniti e Iran, sottolineando la necessità di garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e ribadendo che l’Iran non deve sviluppare armi nucleari. Ha inoltre promesso cooperazione internazionale per una soluzione diplomatica duratura.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che la Turchia è pronta a fornire ogni tipo di supporto nella fase di attuazione di un eventuale accordo, sottolineando l’importanza del dialogo e della diplomazia. Ha aggiunto che un’intesa sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz contribuirebbe alla stabilità.
Secondo Axios, la bozza includerebbe anche la fine della guerra tra Israele e Hezbollah in Libano. Il premier israeliano Netanyahu avrebbe espresso preoccupazioni in una telefonata con il presidente Trump. Tuttavia, secondo un funzionario americano, Israele manterrebbe comunque il diritto di intervenire nel caso in cui Hezbollah tentasse di riarmarsi o lanciare attacchi.
Gli Stati Uniti, da parte loro, si impegnerebbero a negoziare la revoca delle sanzioni e lo sblocco dei fondi iraniani durante il periodo di 60 giorni, ma tali misure verrebbero rese effettive solo nell’ambito di un accordo finale verificabile. Le forze militari statunitensi dispiegate nella regione resterebbero in posizione per tutto il periodo iniziale e si ritirerebbero solo in caso di intesa definitiva.
Le questioni nucleari restano centrali nei negoziati: la bozza del memorandum prevede l’impegno dell’Iran a non sviluppare mai armi nucleari e ad avviare colloqui per sospendere l’arricchimento dell’uranio e rimuovere le scorte di uranio altamente arricchito. Secondo fonti citate, l’Iran avrebbe fornito tramite mediatori impegni verbali sulla portata delle concessioni possibili.
Nel periodo previsto dal memorandum, lo Stretto di Hormuz verrebbe aperto senza pedaggi e l’Iran si impegnerebbe a bonificarlo dalle mine. In cambio, gli Stati Uniti revocherebbero il blocco dei porti iraniani e concederebbero alcune deroghe alle sanzioni per permettere la vendita del petrolio. L’Iran avrebbe inizialmente richiesto lo sblocco immediato dei fondi e la revoca permanente delle sanzioni, ma Washington avrebbe chiarito che tali misure sarebbero possibili solo dopo concessioni concrete.
Sempre secondo Axios, l’accordo avrebbe anche l’effetto di fermare la guerra tra Israele e Hezbollah in Libano, elemento che avrebbe suscitato preoccupazioni nel premier israeliano Benyamin Netanyahu. La Casa Bianca spera di risolvere le ultime divergenze nelle prossime ore e di annunciare un’intesa in giornata. Le parti firmerebbero un memorandum d’intesa (MoU) della durata di 60 giorni, prorogabile di comune accordo.
Secondo un funzionario statunitense citato da Axios, Stati Uniti e Iran sarebbero prossimi a un accordo che prevede una proroga di 60 giorni del cessate il fuoco. Durante questo periodo verrebbero riaperte le rotte nello Stretto di Hormuz, l’Iran potrebbe vendere liberamente il petrolio e si avvierebbero negoziati sul programma nucleare iraniano. Non è però chiaro se questo porterà a un’intesa di pace duratura che includa anche le richieste del presidente Trump sul nucleare.
Il potenziale accordo preliminare tra Iran e Stati Uniti si chiamerà “Dichiarazione di Islamabad”. Lo riferiscono fonti autorevoli ad Al Arabiya, secondo le quali il prossimo round di colloqui potrebbe tenersi il 5 giugno. L’accordo preliminare è un memorandum d’intesa a cui seguiranno negoziati su un accordo definitivo che coprirà le questioni in sospeso, hanno affermano le fonti ad Al Arabiya. Il 5 giugno Washington e Teheran invieranno i capi delle rispettive delegazioni una volta iniziati i negoziati sull’accordo definitivo, precisa Al Arabiya.

