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premio pace opac

E' stato assegnato all'Opac, l'Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche, il premio Nobel per la Pace 2013: lo ha annunciato il Comitato Norvegese cui compete ogni anno la scelta. L'Opac e' l'ente intergovernativo che ha il compito di far applicare la relativa Convenzione di Parigi del 1993. Non fa parte della struttura delle Nazioni Unite, ma collabora strettamente con il Palazzo di Vetro come avviene in questi giorni con la missione per sovrintendere all'eliminazione degli arsenali chimici in Siria.

Il presidente del Comitato, Thorbjoern Jagland, ha spiegato che e' stata premiata l'organizzazione di controllo "per i suoi estesi sforzi tesi all'eliminazione delle armi chimiche". Nella motivazione si sottolinea inoltre come "i recenti eventi in Siria, dove le armi chimiche sono state ancora una volta impiegate, abbiano evidenziato la necessita' di intensificare" ulteriormente tali sforzi. L'Opac, nata nel 1997, in 16 anni di attivita' ha distrutto nel complesso 57.000 tonnellate di armamenti, per lo piu' prelevati dagli arsenali americani e russi risalenti all'epoca della Guerra Freda.

Il premio, che consiste in un diploma, una medaglia d'oro e la relativa ricompensa da 10 milioni di corone per un controvalore pari a oltre 1,2 milioni di euro, sara' consegnato a Oslo il 10 dicembre prossimo, anniversario della morte di Alfred Nobel, grazie alla cui volonta' l'onorificenza fu istituita nel 1895. L'emittente statale Nrk aveva anticipato la vittoria dell'organismo un'ora prima dell'annuncio, smentendo i pronostici che davano per favorita Malala Yousafzai, la sedicenne militante pakistana per l'istruzione femminile, ferita gravemente un anno fa dai Talebani.

Distrutte 57mila tonnellate di armi - Dalla Russia agli Stati Uniti, dall'Iraq alla Libia, gli ispettori dell'Opac hanno smantellato lentamente ma in modo sicuro i piu' pericolosi arsenali di armi chimiche nel mondo. L'attivita' dell'organizzazione e' cominciata nel 1997 e ha permesso la distruzione di 57mila tonnellate di armi chimiche, in gran parte appartenenti a Usa e Russia dai tempi della Guerra fredda. L'Opac ha effettuato inoltre 5.167 ispezioni sul territorio di 86 Paesi, tra cui 2.720 ispezioni in siti di armi chimiche. Circa l'81% delle armi chimiche dichiarate sono state distrutte sotto la supervisione di questa organizzazione. Dal 2010 e' guidata dal diplomatico turco Ahmet Uzumcu, ex ambasciatore alla Nato, alle Nazioni Unite e in Israele.

La scheda - L'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) ha sede all'Aja e ha lo scopo di promuovere e verificare l'adesione alla Convenzione sulle armi chimiche del 1993 che proibisce l'uso di tali armi e ne chiede la distruzione. Al Consiglio esecutivo dell'organizzazione appartengono 41 Paesi, nominati dalla Conferenza (principale corpo dell'organizzazione) con un mandato biennale. L'Opac non e' un'agenzia delle Nazioni Unite ma collabora con l'organizzazione sia politicamente che materialmente, grazie a un accordo di collaborazione firmato nel 2000.

Negli ultimi giorni l'Opac e' stata al centro dell'attenzione internazionale soprattutto per la missione di smantellamento dell'arsenale chimico del regime siriano, che dovra' essere completato entro la prima meta' del 2014. Un team dell'Opac si trova nel Paese, che secondo i calcoli possiede una riserva di oltre mille tonnellate di armi non convenzionali (tra cui gas sarin e iprite) distribuite in almeno 45 diverse localita'. La missione si basa su una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu approvata all'unanimita' dopo il terribile attacco del 21 agosto a est di Damasco, che causo' centinaia di morti. Tra gli ispettori ci sono esperti di armi chimiche, chimici, sanitari, tutti volontari. Le verifiche consistono sia nel valutare le dichiarazioni dei paesi membri, sia in vere e proprie ispezioni. In Siria, per la prima volta nella sua storia, l'organizzazione e' impegnata in un Paese coinvolto in una guerra civile

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