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obama giuramento (9)

Barack Obama ha appena iniziato il suo secondo mandato e ha ora quattro anni per centrare gli obiettivi di un'agenda politica ambiziosa, che passa per la riforma dell'immigrazione, una nuova regolamentazione sulle armi da fuoco, idee nuove per rispondere al problema del cambiamento climatico e risolvere la spinosa questione del debito e del deficit americano. Per fare tutto questo non può sprecare tempo prezioso e il primo anno della sua seconda presidenza sarà cruciale.

I collaboratori e i consiglieri del presidente sanno bene che più il tempo passa, più si assottigliano le possibilità di arrivare a risultati: "Si fa un piano per un anno, nella consapevolezza che ci potrebbero volere molti mesi in più per una conclusione, ci vuole un piano a tappe perché si ha a disposizione una quantità di tempo finita", ha detto Robert Gibbs, ex portavoce della Casa Bianca e da lungo tempo consulente di Obama.

In particolare, dopo le elezioni di metà mandato del 2014 (quando sarà rinnovato un terzo del Senato e tutta la Camera) ci sarà un graduale rallentamento, soprattutto se i repubblicani dovessero mantenere il controllo della Camera o riuscire a strappare anche quello del Senato, ora a maggioranza democratica. "Senza contare che poi si entrerà di nuovo in campagna elettorale e non si mettono in atto riforme di ampio respiro nell'anno che precede le elezioni presidenziali", dice Sara Taylort Fagen, consulente di George W. Bush durante il suo secondo mandato.

Per Obama fissare le priorità non è una questione da poco, così come non lo è l'enfasi da dare ai vari progetti. Secondo le fonti sentite dal New York Times, sono già emerse tensioni tra la Casa Bianca e alcuni democratici al Congresso sul rilievo da dare alle iniziative sul controllo della diffusione delle armi da fuoco e al dibattito sul Secondo Emendamento (quello che garantisce il diritto a possedere armi): esponenti del partito temono che attriti troppo forti su questo tema con i repubblicani possano mettere a rischio altri punti dell'agenda politica, per esempio sull'immigrazione.

Una cosa analoga era successa a Bush nel 2004: scelse di privilegiare il dibattito sulla riforma della Social Security, la previdenza sociale americana, alla revisione della legge sull'immigrazione. Gli scontri che ne derivarono furono talmente aspri che l'allora presidente finì per restare a mani vuote su entrambi i fronti.

Obama, durante il discorso pronunciato dopo il giuramento, ha fissato i cardini di un'agenda più 'liberal', più spostata a sinistra, mandando un messaggio chiaro ai repubblicani: userà mano più ferma e sarà meno disposto alle concessioni di quanto sia stato nel suo primo mandato, come dimostrano l'ordine esecutivo emesso sulle armi da fuoco e i passi indietro a cui gli avversari sono stati costretti sull'innalzamento del tetto del debito. Tuttavia, alcune delle azioni più ambiziose richiedono l'approvazione da parte del Congresso, dove la Camera dei deputati è ancora controllata dai repubblicani.

Il presidente dovrà delineare la sua road map definitiva e la strategia per evitare lo stallo su tematiche chiave il 12 febbraio durante il discorso sullo Stato dell'Unione, l'intervento che ogni anno il presidente pronuncia davanti al Congresso a camere riunite. "E' indubbio che debba partire a passo di carica e abbiamo l'occasione per farlo", ha detto David Plouffe, consigliere del presidente che lascerà la Casa Bianca questa settimana, sottolineando che in particolare "si può chiudere la partita sull'immigrazione e la possibilità non va sprecata".

Secondo indiscrezioni, Obama da tempo studia la strategia e i risultati dei suoi predecessori, comprese appunto le decisioni di Bush sul Social Security e il modo in cui resero complicato il resto del mandato dell'allora presidente. Andrew Car, capo di Gabinetto di Bush per sei anni, ricorda che la mancata approvazione della riforma dell'immigrazione all'epoca di Bush deve essere una lezione per tutti i presidenti che si accingono a iniziare il secondo mandato: "Non si può avere tutto quello che si vuole, è una sfortunata realtà", ha detto.
 

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