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Esteri

Yair Lapid, l'autentico vincitore delle elezioni israeliane che con il suo nuovo partito centrista Yesh Atid (C'e' un futuro) ha conquistato dal nulla 19 seggi, ha escluso di formare un fronte anti-Netanyahu per guidare eventualmente un governo alternativo alla destra. La richiesta era stata avanzata da piu' fronti a partire dalla leader laburista Shelly Yachimovich. La cesura di Lapid apre forse al suo ingresso in nuovo esecutivo guidato da Netanyahu che martedì aveva aperto alle sue rivendicazioni centriste. Esecutivo in cui pro' difficilmente riuscirebbe a convere la destra ultraortodossa contro i cui privileggi lo stesso Lapid si e' scagliato. Oggi, Avigdor Lieberman, braccio destro di Netanyahu e leader di Yisrael Beiteinu, ha offerto a Lapid la poltrona di ministro delle Finanze. "Ho sentito di colloqui", per formare, "un blocco (anti-Netanyahu)", ha dichiarato Lapid, aggiungendo sferzante: "Suggerisco di eliminare (tale idea) dal novero delle ipotesi possibili. Non ci sara' un blocco (di questo tipo). Cio' non accadra'". "Israele ha votato per la normalita'", e noi, ha sottolineato, "non faremo squadra con (Haneen) Zoabi (leader del partito arabo israeliano Balad, bndr) per formare un fronte ostruzionistico".

Ad ulteriore conferma dell'apertura di Lapid a Netanyahu, il leader di Yesh Atid, ha detto di essere, "soddisfatto", delle prime dichiarazioni di Netanyahu dopo il voto. In particolare quando, citando i suoi cavalli di battaglia, ha parlato della necessita di "un'equa distribuzione della pressione (fiscale) e sono stato contento anche si sentirgli dire che dobbiamo aiutare la classe media (di cui e' paladino ed e' stata l'artefice della sua vittoria) e salvare (il sistema) degli alloggi e dell'educazione". Con la Knesset spaccata esattamente a meta, con 60 seggi alla destra e 60 al centro-sinistra, Lapid con i suoi 19 deputati e' l'ago della bilancia.

PARLAMENTO PIU' SPACCATO DOPO VOTO - Il quasi completato spoglio delle schede ha sortito un'amara sorpresa per Benjamin Netanyahu: la destra ha si' vinto le elezioni anticipate in Israele, e la coalizione Likud-Beiteinu che fa capo al premier uscente si conferma la formazione di maggioranza relativa. La Knesset pero' esce dalla consultazione ancora piu' spaccata di prima, con i blocchi conservatore e di centro-sinistra alla pari per numero di seggi, sessanta a sessanta. La lista formata dal Likud di Netanyahu e da Yisrael Beiteinu dell'iper-nazionalista Avigdor Lieberman, ex ministro degli Esteri, assomma infatti 31 seggi, ben al di sotto delle originarie aspettative. Nell'ambito dello stesso blocco undici seggi vanno ai sionisti di HaBayit HaYehudi, altrettanti agli ultra-ortodossi sefarditi dello Shas, e sette ai loro omologhi ashkenaziti di Yahadut HaTorah HaMeukhedel. Sul versante opposto, diciannove seggi hanno conquistato i centristi del neonato Yesh Atid, insieme al suo 'inventore' Yair Lapid vera e propria rivelazione della consultazione. Quindici i seggi ai laburisti e sei al liberale HaTnuah di Tzipi Livni, gia' ministro degli Esteri. Sei anche alla sinistra del Meretz, mentre un crollo ha accusato Kadima, un tempo partito della stessa Livni: appena due seggi. Globalmente le tre fazioni arabe che hanno superato la soglia di sbarramento ottengono infine dodici seggi. Fa appunto sessanta pari. Come leader della formazione maggioritaria, sara' probabilmente ancora Netanyau a ricevere dal presidente Shimon Peres l'incarico di formare il nuovo esecutivo: ma, per quanto tra loro tutt'altro che omogenei, dovra' vedersela con i partiti di centro e di sinistra. Se questi riusciranno ad accordarsi per fare quadrato, dare vita a un'alleanza di governo sara' ben difficile. Duro il giudizio dei palestinesi, che non nutrono speranze in un futuro gabinetto propenso a rilanciare i colloqui di pace. "Non vedo una coalizione della pace o un campo della pace che emerga in Israele e si rivitalizzi", ha dichiarato Hanan Ashrawi, veterana dirigente dell'Organizzazione per la Liberazione della Pales. "Ne' credo che all'improvviso spunti il sole, e la pace sia all'orizzonte. La situazione sara' estremamente difficile", ha osservato Ashrawi, "in particolare se Benjamin Netanyahu si unira' ai partiti cosiddetti moderati, perche' cio' lo rendera' piu' gradito al resto del mondo". Per i radicali di Hamas, hano vinto le forze "piu' fanatiche e razziste".

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