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Esteri

Il "Prigioniero X", il misterioso detenuto trovato morto nella cella di un carcere israeliano nel dicembre 2010, era uno degli 11 membri del commando del Mossad che nel febbraio di quell'anno uccise un comandante di Hamas a Dubai. A sostenerlo e' il giornale kuwaitiano Al Jarida, secondo il quale Ben Zygier, un cittadino australiano, dopo l'agguato si mise in contatto con le autorita' di Dubai offrendogli di raccontare i dettagli dell'omicidio in cambio di protezione. Il quotidiano, che cita fonti occidentali, spiega che i servizi segreti israeliani scoprirono il rifugio segreto di Zygier e lo prelevarono, incarcerandolo per tradimento.

La notizia e' stata subito rilanciata dai media israeliani a cui il governo Netanyahu aveva tenuto nascosto il caso opponendo il segreto di Stato a qualsiasi richiesta di informazioni sul detenuto. Intanto un avvocato impegnato nella difesa dei diritti umani, Avigdor Feldman, ha avanzato dubbi sulla versione del suicidio sostenuta dal governo israeliano. In un'intervista alla radio dell'esercito, Feldman ha raccontato di aver offerto i suoi servizi al detenuto e di avergli dato consigli in vista del processo, per il quale erano in corso trattative per un patteggiamento: "Ha chiesto consiglio e io mi sono seduto e l'ho ascoltato", ha rievocato del colloquio nel carcere di massima sicurezza di Ayalon, vicino Tel Aviv, "non sono uno psicologo, ma mi e' sembrato razionale, concentrato, parlava chiaramente della questione e non dava l'impressione di autocommiserarsi". Uno o due giorni piu' tardi, Feldman ricevette una telefonata dalla prigione in cui veniva avvertito che il 'Prigioniero X' era morto. Il legale, che conosceva il vero nome di Zygier ed ebbe accesso ai documenti che lo riguardavano ma non ne puo' parlare- ha sottolineato la sua sorpresa alla notizia che "un uomo rinchiuso in una cella come quella, controllato e monitorato 24 ore su 24, potesse suicidarsi impiccandosi". Il caso del 'Prigioniero X' sta scuotendo il governo israeliano e lambisce la famosa agenzia di spionaggio. Dopo aver tenuto segreta la vicenda con un rigido ordine di censura, Israele ha ammesso la detenzione dell'uomo, che aveva doppia nazionailta', ma ha finora nascosto tutti i dettagli sul caso, comprese le ragioni dell'arresto e le accuse che gli venivano mosse.

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