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Esteri

Di Tommaso Cinquemani
@Tommaso5mani

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"La risposta alla crisi economica non è la modifica dei trattati, che richiede anni. Dobbiamo piuttosto lavorare per una maggiore integrazione in Europa". Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo, con una intervista ad Affaritaliani.it risponde agli euroscettici, come David Cameron (che “va preso sul serio”) e ricorda che "l'Italia ha avuto un enorme profitto nello stare nell'Ue. Il problema è che il peso della crisi non è redistribuito in modo corretto. Per questo l'Europa sta puntando su un piano di investimenti per la crescita e l'occupazione". Sulla crisi in Mali: “L’Europa dovrebbe avere una posizione comune sui temi di politica estera. Io sto con Parigi”. E sul voto in Germania: "Angela Merkel ha una visione conservatrice dell'economia. Se vincesse la Spd questo cambierebbe le cose in Europa".


Presidente Schulz, la crisi economica sta mettendo a dura prova la stabilità e la coesione sociale dell'Unione europea. Lei crede che i trattati e la struttura stessa dell'Unione debbano essere modificati per affrontare in maniera più decisa questo momento critico?
"E' una questione che è emersa spesso negli ultimi mesi. Il problema è che per modificare i trattati serve un voto unanime e non semplicemente la maggioranza degli Stati membri, perciò servono due o tre anni di discussioni per trovare un accordo. Ma la crisi economica richiede delle risposte adesso".

Come affrontarla allora?
"La risposta alla crisi economica non è la modifica dei trattati. Oggi dobbiamo piuttosto utilizzare gli strumenti che ci dà il trattato di Lisbona per realizzare una maggiore e più profonda integrazione in Europa".

David Cameron, il primo ministro inglese, ha dichiarato che intende rinegoziare i trattati e il rapporto tra la Gran Bretagna e l'Europa. In Italia alcuni partiti vorrebbero l'uscita di Roma dalla moneta unica. La crisi economica può danneggiare la stabilità e la coesione all'interno dell'Unione?
"Questa domanda nasconde tre quesiti. Primo, le esternazioni di David Cameron vanno prese sul serio. Ma la sua retorica è molto interessante. Lui parla di una 'relazione tra la Gran Bretagna e l'Europa' e ne parla come di due entità separate, senza considerare invece che Londra fa parte dell'Unione stessa. Questa non è una cosa positiva. In secondo luogo, per quanto riguarda l'Italia, la maggioranza dei cittadini sa molto bene che l'Italia è uno dei membri che hanno fondato l'Unione europea e che Roma ha avuto un enorme profitto nello stare nell'Ue. Infine dobbiamo ricordare che il debito sovrano dell'Italia e degli altri Stati che appartengono all'Unione non è deciso a Bruxelles, ma dai singoli governi. Il vero problema è che il peso della crisi non è ridistribuito in modo corretto fra i paesi dell’Unione e all'interno dei singoli paesi".

Si può spiegare meglio?
"L'Europa non può unilateralmente fare pressioni perché la spesa pubblica dei singoli Stati venga tagliata. Piuttosto abbiamo bisogno di un piano di investimenti strategico che punti sulla crescita e quindi sull'occupazione. Questa è la posizione maggioritaria del Parlamento europeo e anche della Commissione. Dobbiamo tenere presente che in alcuni Stati il dibattito è stato solo sui tagli, per attrarre gli investitori e far tornare la fiducia. Dopo anni siamo passati a discutere sulla necessità di combinare il rigore fiscale con investimenti per la crescita e il lavoro. Questa credo che sia la direzione giusta".

In questo momento le truppe francesi sono impegnate in Mali a combattere l'avanzata degli islamisti. In molti Stati europei si sta dibattendo sulla necessità di intervenire a fianco di Parigi. E' auspicabile che l'Europa abbia una posizione comune sulla crisi del Mali e in generale sui temi di politica estera e di difesa?
"Assolutamente sì. Dobbiamo avere una unica voce come Unione europea nel quadro delle questioni estere, ambientali ed economiche. A maggior ragione quando si parla di sicurezza comune. Ad esempio nella crisi libica l'Europa ha avuto posizioni diverse che hanno indebolito l'azione comune. Nel caso del Mali dovremmo prendere una decisione condivisa".

Lei sarebbe a fianco di Hollande?
"Io personalmente sostengo l'impegno di Parigi. Non è accettabile che un movimento terroristico distrugga le basi di un governo che rispetta le regole democratiche e i diritti umani, per instaurare un sistema dittatoriale".

Lei ritiene che il premier Mario Monti abbia contribuito alla stabilizzazione dell'economia italiana ed europea?
"Mario Monti ha contribuito enormemente a riportare la fiducia internazionale in Italia. Era indispensabile, e nemmeno troppo difficile, dopo  quello che aveva lasciato il suo predecessore (Silvio Berlusconi, ndr). Ho appoggiato Monti, ma non ho condiviso tutte le misure che ha messo in campo. Però credo che uno dei maggiori pregi del premier sia stato quello di aver riportato la fiducia nell'Italia. Ora sono gli italiani che, attraverso il voto, dovranno decidere in quale direzione vogliono che il loro paese vada, se a destra o a sinistra".

In autunno i tedeschi saranno chiamati a votare per il nuovo governo. Quali possibilità ha il partito socialdemocratico, di cui lei è uno dei leader, di vincere le elezioni? Quali conseguenze potrebbe avere per l'Europa?
"Non ho la sfera di cristallo. Le elezioni saranno tra nove mesi e in questo lasso di tempo possono accadere molte cose. La gara è aperta, in Germania tutto è possibile. Prima del voto per il rinnovo del governo le urne si apriranno nella Bassa Sassonia che sarà un interessante banco di prova. E' certo però che i cristianodemocratici di Angela Merkel hanno una visione più conservatrice dell'economia, mentre i socialdemocratici hanno opinioni opposte. Ovviamente se vincesse la Spd questo avrebbe un impatto sull'Europa. Prima però vediamo quello che accadrà in Italia".

Proprio per questo la Germania è importante. In Francia Hollande ha fatto vincere la sinistra. In Italia tutti i sondaggi danno il Pd vincente. Se anche in Germania vincessero i socialisti ci sarebbe uno spostamento a sinistra del cuore dell'Europa…
"E' vero, ma in politica bisogna guardare le cose passo dopo passo. Hollande ha vinto, è vero. Spero che sull'Italia abbiano ragione i sondaggi. E poi, per la Germania, staremo a vedere".
 

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