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Esteri

di Guido Camera,
avvocato del Tribunale di Milano

Le notizie che provengono dagli USA sono molto inquietanti. Mi riferisco agli sviluppi del caso internazionale noto come “Datagate”: le ultime scoperte sono che gli spioni della National Security Agency – sembrerebbe con il placet di Obama – controllavano anche gli sms che la Cancelliera Merkel riceveva sul proprio telefonino e che, tra il 2012 e il 2013, in Italia sarebbero state “spiate” 46 milioni di telefonate.

Di certo, quanto sta emergendo non giova all’immagine degli USA e di Obama che, nonostante il Nobel per la pace e il richiamo all’importanza del rispetto del prossimo, su cui ha costruito il proprio successo, ha dimostrato – in linea, peraltro, con la tradizione dei presidenti democratici, a partire da JFK - di sapere ricorrere alle più spietate risorse della Realpolitik. Senza arrivare a sostenere che “così fan tutti” – anche per motivi di budget - si può presumere che analoghe attività di spionaggio siano (state) commesse da altri Stati, a maggior ragione se tradizionalmente ben poco propensi al rispetto dei diritti individuali; del resto, che il controllo dell’avversario, del socio o dell’alleato, siano temi che riscuotono successo anche nel settore finanziario e/o economico, ce lo insegna la cronaca recente, a cominciare da casa nostra, dove non si sono ancora esauriti gli ultimi epiloghi dello scandalo “Telecom-Pirelli”.

Siccome al poco rispetto della libertà non c’è mai limite, dobbiamo abituarci all’idea che, grazie al repentino progresso delle tecnologie, si verificheranno, in futuro, analoghi, e sempre più insidiosi, tentativi di inaccettabili invasioni alla nostra sfera individuale. In attesa che si compia un processo di armonizzazione - culturale e giuridica – su questi temi, almeno a livello di Paesi dell’area occidentale, siamo noi a dovere diventare sempre più consapevoli del fatto che i nostri dati – in quanto costituiscono una preziosa, e fino a qualche anno fa insperata, fonte di conoscenza e potenziale manipolazione - sono l’obiettivo di tutti coloro che vogliono affermare la propria supremazia, politica, economia o altro che sia.

Da una parte dobbiamo prestare attenzione ai nostri dati che quotidianamente diffondiamo con internet e i sistemi di comunicazione/socializzazione che prendono sempre più piede parallelamente alla capillare diffusione di tablet, smartphone, etc. etc.; dall’altra dobbiamo chiedere ai nostri rappresentanti politici di farci conoscere nel dettaglio le loro idee su questi temi, e poi di portarle avanti con coerenza.

I dati personali sono l’estrinsecazione della nostra anima: Goethe, se fosse tra noi, ci scriverebbe un moderno Faust.

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