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Esteri
Militari Corea del Nord (4)

Questa mattina la Corea del Nord ha effettuato il suo terzo test nucleare, come riportato dalla agenzia governativa KCNA. Un test confermato anche dai rilevamenti internazionali che hanno segnalato un terremoto nella stessa area dei due precedenti test nucleari effettuati negli anni scorsi.

Quanto accaduto indubbiamente contribuirà a modificare drammaticamente gli equilibri nell'area e non solo.

Infatti il test odierno appare a tutti gli effetti un gesto di sfida senza precedenti lanciata al mondo intero e il fallimento della strategia del "bastone e della carota" usata in questi anni per convincere la Nord Corea ad abbandonare lo sviluppo del proprio programma nucleare.

A preoccupare due elementi: la potenza dell'ordigno esploso (10 Megatoni) e gli annunci dei giorni scorsi sulla intenzione nord coreana di continuare il programma missilistico a lungo raggio.

Qualcosa che assomiglia più ad una accelerazione dei programmi militari Nord Coreani, ora in grado di annientare senza troppi problemi la vicina Seul (la bomba di Hiroshima era di 15 Megatoni) e colpire a migliaia di chilometri di distanza in maniera devastante.

Le conseguenze di tale gesto non si faranno attendere e il rischio di una escalation militare nell'area sono ora tutt'altro che peregrine.

Per prima cosa ora Seul avrà elementi "convincenti" sulla necessità di azioni concrete che annientino le potenzialità nord coreane senza attendere la prima mossa (potenzialmente devastante) di Pyongyang.

La Cina non potrà tollerare un vicino, per quanto legato da lunga amicizia, che possa disporre di un potenziale ricattatorio di natura nucleare, oltretutto dopo gli ultimi messaggi ad "abbassare la cresta" inviati da Beijing, a seguito del recente test missilistico a lungo raggio dei Nord Coreani.

Gli USA dovranno cercare rapidamente una soluzione, magari con il supporto degli stessi Cinesi, affinché la questione Coreana venga rapidamente sminata anche quale segnale per l'Iran affinché non intenda seguire l'esempio nord coreano senza conseguenze.

L'ONU che dopo aver perso la faccia con i diversi inutili tavoli a 5-6 gambe degli ultimi anni, dovrà dimostrare in tempi certi la capacità di essere lo strumento adeguato affinché la comunità internazionale riesca ad evitare un confronto tra titani dalle conseguenza inimmaginabili.

Questo soprattutto dopo che la Nord Corea, allo stremo e completamente dipendente dagli aiuti internazionali fin qui ricevuti proprio grazie alla minaccia nucleare, sembra aver deciso oggi di voler "alzare la posta", senza però comprendere come questa rischi di rivelarsi una opzione senza ritorno.

Alberto Fattori

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