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Esteri

E' di almeno 53 feriti il bilancio dell'esplosione di un'autobomba nella periferia meridionale di Beirut, area controllata dal movimento sciita Hezbollah. L'auto e' esplosa nei pressi del centro commerciale di Bir al-Abed, nel cuore della roccaforte del movimento filo-iraniano che in Siria puntella il regime. Al Manar, l'emittente vicina a Hezbollah, ha mostrato le immagine del fumo levarsi dalla zona e squadre di pompieri e mezzi di soccorso al lavoro per domare le fiamme, mentre gli uomini di Hezbollah hanno subito isolato l'area. Il ministro della Salute, Ali Hassan Khalil, ha fatto sapere che 53 persone sono rimaste ferite, di cui 12 restano ricoverate in ospedale e due sono state sottoposte a operazioni chirurgiche. L'esplosione e' avvenuta in un momento in cui molti musulmani sciiti pregavano, dal momento che l'attentato e' avvenuto nel giorno in cui per la comunita' libanese e' appena iniziato il Ramadan, il mese di digiuno.

La situazione in Libano e' drammaticamente peggiorata da quando, due anni e mezzo fa, nella limitrofa Siria e' scoppiata la guerra civile e nel conflitto sono entrati anche i miliziani sciiti libanesi, schieratisi a sostegno del presidente siriano Bashar al-Assad. Immediata la condanna dell'attentato da parte del mondo politico, a cominciare dal presidente Michel Sleiman. Momenti di tensione pero' sono scaturiti dalla visita sul posto del ministro dell'Interno, Marwan Charbel, membro del fronte anti-Assad, che secondo testimoni oculari e' stato attaccato da sostenitori di Hezbollah. Uno degli eletti del movimento sciita in Parlamento, Ali Meqdad, ha detto che l'accaduto e' "il frutto di agenti che stanno cercando di destabilizzare il Libano".

Secondo fonti della sicurezza, a Tripoli, teatro di frequenti scontri tra i sostenitori delle due opposte fazioni in guerra in Siria, uomini armati sono scesi in strada e hanno sparato in strada in segno di gioia per l'accaduto. Non e' la prima volta che i quartieri meridionali di Beirut, sotto il controllo di Hezbollah, vengono colpiti per ritorsione contro il sostegno fornito ad Assad dal movimento filo-iraniano: gia' lo scorso maggio, due razzi erano caduti sulla zona, ferendo quattro persone, poche ore dopo l'annuncio del leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, di sostengo ai lealisti siriani fino alla vittoria.

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