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Esteri

Anche l'Italia darà il proprio contributo in Mali. Il titolare della Farnesina Giulio Terzi ha annunciato che l'Italia è "pronta ad un supporto logistico dell'operazione" nel Paese africano. Intervenendo al Senato ad una audizione sulle missioni internazionali, Terzi ha spiegato che del tema ha già parlato con il premier Mario Monti e con il collega della Difesa Giampaolo Di Paola. "E' importante guardare ad una rapida soluzione di questa crisi ed evitare una realtà di presenza endemica di forze terroristiche sul territorio", ha spiegato.

Non si tratterà comunque di un supporto "sul terreno", ha chiarito Di Paola. Non ci saranno, quindi, militari italiani impegnati "boots on the ground", cioè direttamente nelle operazioni militari. L'Italia, ha aggiunto il ministro, "si unisce dunque a Gran Bretagna, Germania e Stati Uniti nel dare un supporto logistico che si tradurrà in sostegno alle operazioni con aerei da trasporto".

La Corte penale internazionale dell'Aja ha aperto un'inchiesta sui presunti crimini di guerra commessi in Mali dal gennaio 2012. "Ritengo che alcuni degli atti brutali e delle distruzioni commesse costituiscano crimini di guerra", ha detto il procuratore della Corte, Fatou Bensouda, in un comunicato.

La decisione è il risultato di un'indagine preliminare che la Corte ha condotto da luglio 2012. "Dall'inizio del conflitto armato, la popolazione del Nord del Paese ha vissuto nel caos, diversi gruppi armati hanno causato distruzione e sofferenza con atti di estrema violenza". Nella lista del procuratore ci sono finora saccheggi, torture, mutilazioni, attacchi a obiettivi protetti, esecuzioni, stupri.

I combattimenti sul terreno. Dopo aver usato l'aviazione contro le milizie jihadiste che occupano il Mali settentrionale, la Francia da ieri ha messo in campo le proprie truppe di terra, che "stanno adesso avanzando verso il nord": è lo stesso ministro della Difesa francese Jean-Yves Le Drian a dare l'annuncio durante un'intervista all'emittente radiofonica 'Rtl'.

"Finora ci eravamo assicurati che si attestassero forze terrestri a Bamako, per proteggere in primo luogo la nostra gente, i nostri connazionali, gli europei e la città stessa", ha spiegato Le Drian. "Adesso le stesse forze francesi stanno salendo verso nord". Il ministro ha ammesso che, in certe zone del Paese africano, le operazioni militari si stanno "dimostrando molto difficili". Da Abidjan, in Costa d'Avorio, sono nel frattempo arrivati nella capitale maliana anche mezzi corazzati per la seconda fase dell'intervento.
 

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