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Esteri

"Il governo italiano e' assolutamente unito e compatto". Lo ha detto il ministro della Difesa Mario Mauro, a margine del congresso della Commissione Internazionale di Storia Militare, a Torino, a chi gli domandava della posizione del governo sulla Siria. "Le posizioni vengono di volta in volta definite attraverso riunioni collegiali - ha aggiunto - ed espresse attraverso il nostro presidente del Consiglio".

"Credo che siamo tutti chiamati ad alimentare la speranza di una soluzione politica" in Siria: e' la convinzione espressa dal ministro della Difesa, Mario Mauro, a margine del 39esimo Congresso della commissione internazionale di storia militare a Torino. "Credo che lo abbia fatto il Parlamento britannico, assumendosi la responsabilita' di un voto che va in questa direzione - ha aggiunto - e ancor piu' lo ha fatto il presidente americano che, nonostante abbia prerogative chiare rispetto alla possibilita' di impegnare in un intervento armato il proprio paese, ha preferito rimettersi nel dialogo con il congresso all'eventualita' di altre opportunita'".

"Credo quindi", ha aggiunto Mauro, "che ci sia in corso una sorta di contagio di ragionevolezza, che non puo' fare che bene alla comunita' internazionale, fermo restando che l'utilizzo di armi chimiche rimane un crimine gravissimo contro l'umanita'". Secondo il ministro la politica ha il compito "di sperimentare prima e senza dubbi e con forte determinazione, un'opportunita' di convivenza civile per i popoli".

Per il ministro scopo di un intervento e' fondamentale "gli interventi finalizzati a ottenere la pace sono la via maestra" ma "quando questi possono scatenare rimedi peggiori del male", ha aggiunto, "vanno compresi e quindi impediti". Ed ancora: "Il caso Siria a quale categoria appartiene? La pausa di riflessione che il Parlamento britannico, il Congresso americano e il Parlamento francese si sono presi", ha sottolineato, "credo voglia definire esattamente questo aspetto.

CARRON/ Comunione e liberazione accoglie il "pressante invito del Papa" sulla situazione in Siria e sostiene il suo grido 'Mai piu' la guerra'. E' quanto scrive in una nota il presidente della fraternita', don Julian Carron. "Ci uniamo", prosegue, "alla sua preghiera con l'offerta delle nostre giornate, mentre aspettiamo di partecipare con tutti i fratelli e gli uomini di buona volonta' alla grande giornata di digiuno e di preghiera convocata per sabato 7 settembre a Roma, aderendo alle iniziative delle diocesi nel mondo".

"Il Papa si appella all'esigenza di pace che si annida nel cuore di ogni uomo per rivolgere un drammatico richiamo alla pace in Siria", scrive Carron, "e al tempo stesso offre un criterio per affrontare il conflitto: non e' mai l'uso della violenza che porta alla pace, ma l'incontro e il negoziato". "Si potra' raggiungere una soluzione pacifica solo se tutti guardiamo l'altro non come un nemico da eliminare, ma come un fratello".

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