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Esteri

Mentre comunisti e nostalgici dell'Urss ricordano l'89esimo anniversario della morte di Lenin, la sua mummia ha iniziato a respirare. Per vederla, pero', non bisogna recarsi in Piazza Rossa e visitare lo storico mausoleo che la custodisce da decenni, tra leggende e polemiche sulla necessita' di dare finalmente degna sepoltura al padre della rivoluzione bolscevica. Il 'santuario-comunista', ai piedi del Cremlino, e' oggi coperto da un grande tendone bianco e sara' inaccessibile al pubblico fino almeno ad aprile, quando dovrebbero terminare i lavori di restauro. I curiosi devono, invece, recarsi al nuovo Museo dell'Urss, aperto a fine dicembre nel padiglione numero 2 del Centro espositivo di tutte le Russie (Vdnkh), periferia nord di Mosca. Il grande parco che per volere di Stalin doveva glorificare i risultati economici dell'Unione sovietica, oggi e' un'immensa distesa di maestose architetture in decomposizione, giostre anni '80 e baracchini di kebab per famiglie a passeggio nel fine settimana.

Nel piccolo museo, tra memorabilia vari rigorosamente made in Urss, si apre una sala buia, che riproduce l'interno del mausoleo piu' celebre di Russia. La mummia in abito scuro, camicia bianca e cravatta nera e' adagiata su un piedistallo. L'aria e' tetra e sacrale proprio come quella che avvolge Lenin sulla Piazza Rossa, da oltre 80 anni. Se non fosse per le canzoni patriottiche che si sentono i sottofondo e per il fatto che la salma respira. Per Valery Pereverzev, tra i promotori del museo, si tratta del "pezzo forte" della collezione.

Il finto mausoleo e il meccanismo grazie al quale Lenin e' tornato a respirare, sono le poche cose - insieme a due auto d'epoca tra cui la celebre Pobeda (Vittoria), con cui Stalin voleva motorizzare l'Unione sovietica negli anni post-bellici - che i fondatori del museo hanno acquistato. Il resto - spiega Alexandr Donskoy, anche ideatore del discusso museo dell'erotismo a Mosca - e' stato regalato da privati cittadini. Ognuno puo' portare qualcosa del suo passato e in cambio offriamo l'ingresso gratuito, racconta Donskoy. La raccolta non ha alcuna pretesa di essere scientifica. L'idea e' quella di suscitare "immedesimazione" nel visitatore - aggiunge Pereverzev - ognuno, vedendo certi oggetti, puo' dire 'come quando ero bambino', 'come a casa di mia nonna'". Tutto quello che non e' dentro ad apposite teche si puo' toccare, usare e fotografare: vecchi televisori, tamburi dei giovani pionieri (sorta di boy scout), il mitico distributore automatico di acqua gasata, stoviglie che in ogni russo ricordano i chiassosi pranzi nelle kommunalke, gli appartamenti condivisi.

"Oggi ognuno si rapporta al Paese dei Soviet in modo diverso - si legge sul sito internet del museo - ma la maggior parte di noi e' nata proprio in quel Paese e una cosa e' certa: e' stato un potente impero, che ha dato un enorme contributo alla storia dell'umanita'". Un recente sondaggio ha rilevato che quasi la meta' dei russi rimpiange la fine dell'Urss. La cifra, in calo rispetto al 2010 - quando la percentuale dei nostalgici era del 60% - e' comunque significativa. I piu' guardano con malinconia un passato, in cui il Paese non solo era una potenza mondiale, ma "la societa' era piu' equa, i servizi garantiti per tutti, l'istruzione di alto livello e tra le persone vi erano ancora valori morali, scomparsi con l'incedere del consumismo e dell'arrivismodegli anni 2000". Il fatto che, anche solo in modo provocatorio, la salma di Vladimir Ulianov inizi a respirare dopo 89 anni dalla sua morte non lascia ben sperare i piu' superstiziosi in Russia dove la credenza mistica vuole che "la Russia mai si liberera' del suo passato fino a quando non seppellira' il 'cadavere vivo' della Piazza Rossa".

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