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Esteri

L'Italia "modello" per quel che riguarda il sistema sanitario: un sistema - come in Francia, Germania e Regno Unito - dove la sanita' "e' un diritto di tutti, non un privilegio". Parola di Bernie Sanders, alla vigilia delle primarie di New York. Nella principale citta' d'America e' l'ora della verita'. Per i candidati repubblicani e democratici alla Casa Bianca potrebbe essere il punto di svolta, sia nell'uno che nell'altro schieramento. I sondaggi confermano come i super-favoriti siano Donald Trump da una parte e Hillary Clinton dall'altra.

Ma soprattutto in campo democratico Bernie Sanders spera ancora nello 'sgambetto' ai danni dell'ex first lady. Il senatore 'socialista' e' infatti reduce da una campagna travolgente nella Grande Mela, dove da Manhattan a Brooklyn ha portato in piazza decine di migliaia di persone, alimentando un entusiasmo - soprattutto tra i giovani - che forse non si vedeva dalla campagna di Barack Obama nel 2008.

Un'eredita' che rimarra', comunque vadano le cose. Il senatore spera poi in quello che e' stato definito l'effetto-Papa dopo il suo viaggio lampo in Vaticano, dove ha avuto l'occasione per salutare il Pontefice, sottolineando una visione comun tra i due dalla lotta alle diseguaglianze sociali a quella contro i cambiamenti climatici. Gli ultimi numeri pero' non lasciano molti dubbi: secondo Realclearpolitics (che fa una media di tutti i sondaggi), la Clinton e' avanti su Sanders di 15 punti (godendo del 55% delle preferenze contro il 40%).

Se il pronostico dovesse essere rispettato, a Hillary andrebbero ben 247 delegati, che si andrebbero ad aggiungere ai 1.758 gia' conquistati (contro i 1.069 del rivale). La soglia dei 2.382 delegati necessari per vincere la nomination dem sarebbe oramai a portata di mano. E il colpo del ko potrebbe arrivare il 26 aprile, quando si votera' in Pennsylvania.

Piu' complesso il discorso in casa repubblicana. A New York Trump dovrebbe sbancare, avendo nei sondaggi un distacco di 34 punti sul governatore dell'Ohio John Kasich e di 37 punti sul senatore texano Ted Cruz. In palio qui ci sono 95 delegati, con il tycoon che ne ha gia' conquistati 755 contro i 545 di Cruz, i 147 di Kasich e i 171 di Marco Rubio prima del suo ritiro dalla corsa. Per Trump, dunque, raggiungere la fatidica soglia dei 1.237 delegati e' dunque un po' piu' difficile. Con lo spauracchio della 'brokered convention', una convention a cui si arrivi senza un candidato con i numeri sufficienti, sempre dietro l'angolo.

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