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Se il referendum di cui ha parlato il premier David Cameron si tenesse oggi la maggioranza dei cittadini britannici voterebbe per l'uscita de Regno Unito dalla Ue. Secondo i risultati di un sondaggio Populus pubblicato dal Times, il 40% sarebbe a favore dell'uscita, il 37% per una permanenza nell'unione e un consistente 23% sarebbe ancora indeciso. Il fatto che la Gran Bretagna prepari un referendum sull'uscita dall'Ue non vuol dire che Londra "sta voltando le spalle all'Europa", ma si chiede solo "come renderla piu' flessibile e competitiva": con queste parole David Cameron ha provato a rassicurare a Davos i colleghi dei Ventisette e gli imprenditori, dopo l'annuncio di una consultazione popolare entro il 2017 in caso di riconferma a Downing Street. Intervenendo al World Economic Forum, Cameron ha anche ribadito che il suo Paese "non ha alcuna intenzione di entrare nell'euro". "Quel che sto proponendo non e' solo un cambiamento a vantaggio della Gran Bretagna, ma dell'Europa", ha sottolineato il premier conservatore.

"Dobbiamo essere sinceri sulle nostre performance: stiamo precipitando in tutto il mondo: graviamo le nostre imprese di una iper-regolamentazione, aggiungiamo troppo alle loro spese, stiamo lasciando indietro i nostri cittadini". Quando gli e' stato chiesto se l'incertezza potrebbe scoraggiare le imprese dall'investire in Gran Bretagna - domanda che ha scatenato applausi in sala - Cameron ha risposto che "c'e' un dibattito in corso sul ruolo della Gran Bretagna nell'Unione Europea e le aziende lo sanno. E' molto meglio essere franchi e sinceri e spianare la strada per risolvere questo problema in un modo che sia a vantaggio delle imprese, perche' avremo un'Europa piu' competitiva e piu' aperta". Gli altri leader europei presenti a Davos hanno ripetuto le loro critiche a qualsiasi ipotesi di una Gran Bretagna fuori dall'Ue. Diventerebbe "un'isola sperduta in qualche posto dell'Oceano tra gli Usa e l'Europa", ha commentato il premier olandese, Mark Rutte. Il presidente del Consiglio, Mario Monti, non vede un'uscita della Gran Bretagna: "Credo che quando verra' il momento, gli inglesi diranno di si' perche' se diranno no dovrebbero anche uscire dal mercato unico". Per il premier irlandese, Enda Kenny, "l'Ue continuera' a essere piu' forte se la Gran Bretagna ne fara' parte". Intanto il "first minister" e leader indipendentista scozzese, Alex Salmond, ha chiesto a Cameron di chiarire quale sarebbe il ruolo nell'Ue di una Scozia indipendente, in caso di vittoria del si' nel referendum previsto per l'autunno 2014.

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