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Esteri
Obama: "Con Castro occasione storica"

Si è aperto a Panama il summit dell'Organizzazione degli Stati Americani (Osa) dove c'è stato lo storico incontro tra Barack Obama e Raul Castro. Incontro considerato una tappa del processo di avvicinamento tra Washington e L'Avana iniziato dai due leader lo scorso 17 dicembre al termine del quale il presidente americano potrebbe annunciare la rimozione di Cuba dalla lista degli Stati sponsor del terrorismo, ultimo ostacolo alla riapertura delle rispettive ambasciate e al riallacciamento di relazioni diplomatiche interrotte nel 1961.
 
Obama: "Stop embargo, guardiamo al futuro". Il disgelo Usa con Cuba rappresenta "un punto di svolta" per l'intera America latina, ha affermato il presidente degli Stati Uniti, nel suo intervento. "Vogliamo stabilire relazioni diplomatiche" con Cuba, ha sottolineato il presidente Usa, precisando di "aver chiesto al Congresso che cominci a lavorare per sospendere l'embargo vigente per decenni. Guardiamo al futuro". Poi ha aggiunto: "Questo cambiamento nella politica Usa è un punto di svolta per la nostra intera regione". L'inquilino della Casa Bianca oggi ha stretto la mano al presidente cubano Raul Castro: "Il fatto che il presidente Castro e io - ha aggiunto - sediamo entrambi qui rappresenta un'occasione storica". Certo Obama non ignora che tra i due Paesi esistono profonde differenze, ma ha ribadito che "La guerra fredda è finita da tempo, non sono interessato a battaglie iniziate prima che io nascessi". "Non penso sia un segreto, e il presidente Castro sarà d'accordo, che continueranno ad esserci significative differenze tra i nostri due Paesi. Noi continueremo a parlare sulla base dei valori universali che riteniamo importanti. Sono sicuro che il presidente Castro continuerà a fare lo stesso".
 
Raul: "Cuba disposta al dialogo".  Doveva parlare per otto minuti, ma  "dato che mi dovete sei vertici", a cui Cuba non è stata invitata, "sei per otto, fa 48 minuti": ha scherzato Castro all'inizio del suo intervento. Il presidente cubano ha poi definito "interessante" il discorso di Barack Obama che lo ha preceduto di alcuni minuti. Cuba ha espresso al presidente Usa, definito da Castro "uomo onesto, non è responsabile per i 10 presidenti che lo hanno preceduto", la propria "disposizione al dialogo", ha affermato il presidente cubano, definendo "un passo positivo" e coraggioso la decisione di Obama di espungere Cuba dalla black list dei Paesi che hanno aiutato le organizzazioni terroristiche. E ha precisato che il Venezuela non è una minaccia per gli Stati Uniti.
 
La vicinanza di Papa Francesco. Il Papa ha espresso "vicinanza e incoraggiamento affinchè il dialogo sincero porti ad una mutua collaborazione" inaugurando il summit delle Americhe, presenti i leader del continente. Il messaggio è stato letto da Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano.  Il messaggio del Papa, letto in spagnolo da Parolin alla presenza di 33 leader americani, ha affrontato diverse tematiche. "L'iniquità e l'ingiusta distribuzione delle risorse è fonte di conflitto e di violenza tra i popoli", ha sottolineato il Papa argentino, ricordando che "la grande sfida del mondo è la globalizzazione della solidarietà e fraternità invece della globalizzazione della discriminazione e l'indifferenza". "Non basta aspettare che i poveri raccolgano le briciole dai tavoli dei ricchi".
 
Obama e Raùl Castro siedono (secondo l'alfabeto spagnolo che vede gli Usa come Estado Unidos) in seconda fila a soli due posti di distanza. Tra loro i presidente di Ecuador ed El Salvador. Per l'Ue è presente l'Alto Commissario per la Politica Estera e la Sicurezza, Federica Mogherini.

Saluti e cortesie. Dopo una prima telefonata, ci sono stati scambio di cortesie e saluti a Panama tra Raul Castro e Barack Obama alla cerimonia di apertura. Le foto scattate mostrano Obama e Castro chiacchierare e sorridere tra di loro insieme al presidente ecuadoregno, Rafael Correa, seduto tra loro. Il presidente degli Stati Uniti. Barack Obama ed il presidente cubano Raul Castro si sono salutati brevemente, stringendosi la mano e scambiando qualche battuta circondati da altri leader.
 
La stretta di mano. Una stretta di mano storica, l'immagine che più di altre illustra il momento, la svolta, e rende concreto il processo di disgelo tra Stati Uniti a Cuba avviato lo scorso dicembre: il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il presidente cubano Raul Castro si sono incontrati brevemente scambiando alcune battute all'inaugurazione del vertice delle Americhe a Panama. In un breve video, rilanciato da alcuni siti latinoamericani, si vedono Obama e Raul Castro mentre, circondati dalla folla, alla presenza di diversi leader tra cui è riconoscibile il segretario Generale dell'Onu Ban Ki-moon, sorridendo si stringono ripetutamente la mano. È accaduto poco prima della cerimonia di inaugurazione del vertice, pochi minuti, ma di un livello simbolico potente confermato dal sigillo della Casa Bianca: "Al summit delle Americhe questa sera, il presidente Obama e il presidente Castro si sono salutati e si sono stretti la mano", ha sottolineato in un comunicato Bernadette Meehan, portavoce per il National Security Council. Si è trattato di una interazione informale, ha fatto sapere ancora la Casa Bianca.
 
Il precedente. Obama e Castro non si stringevano la mano dal 2013, quando si incontrarono al funerale di Nelson Mandela in Sudafrica. Si sa che avevano avuto una conversazione telefonica a dicembre, prima che venisse avviato il processo per ristabilire le relazioni tra Washington e l'Avana. Hanno inoltre parlato per telefono lo scorso mercoledì, prima della partenza di Obama per il vertice delle Americhe. Un contatto che "ha senso" aveva detto un'altra fonte dell'Amministrazione Obama, preannunciando la portata storica di questo vertice, il primo cui partecipa anche Cuba. E poi è arrivata la conferma ufficiale, anche se i due leader hanno una scaletta fitta di impegni: "Possiamo senza dubbio anticipare che Obama e Castro avranno un'opportunità di vedersi al summit e di discutere tra di loro", ha detto Rhodes. Ed anche se non si possono fare previsioni sulla durata dell'incontro, ha aggiunto, i due leader "faranno il punto della situazione" sui negoziati in corso per la ripresa delle relazioni diplomatiche e discuteranno delle "persistenti" divergenze.
 
Calendario intenso. Una scaletta fitta di impegni per il presidente degli Stati Uniti, in cui Cuba però torna di volta in volta centrale: Obama ha incontrato anche due dissidenti cubani, Manuel Cuesta Morúa e Laritza Diversent, nel corso di un forum con rappresentanti della società civile a margine del vertice e davanti a loro ha voluto sottolineare: "Sono lieto che Cuba sia rappresentata qui con noi a questo vertice per la prima volta". E, ancora: "Mentre gli Stati Uniti cominciano un nuovo capitolo nelle relazioni con Cuba, speriamo che ciò creerà un clima che possa migliorare le vite dei cubani - ha detto - non perchè viene imposto da noi, gli Stati Uniti, ma attraverso il talento e l'ingegno e le aspirazioni, e le conversazioni tra i cubani di tutte le estrazioni, in modo tale che possano decidere quale sia la strada migliore per la loro prosperità". "Sappiamo - ha concluso Obama - che le nostre società hanno maggiori probabilità di successo quando tutte le persone sono libere di vivere e pregare e amare come vogliono".
 
Ieri la storica stretta di mano tra John Kerry, segretario di Stato Usa e Bruno Rodriguez, ministro degli esteri cubano.

L'incontro di Obama con i dissidenti cubani, però, ha comunque irritato il vertice dell'Avana e i suoi alleati. Già stanotte, hanno riferito fonti della delegazione cubana, nè Raul castro nè il venezuelano Nicolas Maduro, hanno partecipato alla cerimonia di chiusura del Forum per la presenza di oppositori "mercenari". Forum cui oltre Obama hanno partecipato una ventina di capi di Stato iberoamericani.
 
Ma Barack Obama ha stemperato le tensioni: "Sono lieto che Cuba sia rappresentata qui con noi a questo vertice per la prima volta", ha detto il presidente Usa prendendo la parola ad un forum con rappresentanti della società civile a margine del vertice delle Americhe a Panama.
 
Dal canto suo, anche Il presidente venezuelano, Nicolas Maduro ha dovuto subire qualche contestazione: è stato accolto da un assordante "cacerolazo" (protesta con battito di pentole) mentre tornava nel suo albergo, dopo aver partecipato alla sessione inaugurale del Vertice delle Americhe di Panama. Maduro, come gran parte della delegazione di Caracas, alloggia nell'Hotel Sheraton della capitale centroamericana, che si trova davanti alla sede del vertice, dall'altra parte della strada. Mentre si dirigeva a piedi verso l'albergo, centinaia di manifestanti - molti di loro venezuelani residenti a Panama - lo hanno accompagnato con il frastuono delle loro pentole, e slogan contro il suo governo.

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