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obama giuramento (9)

"Nulla di cio' che sto proponendo aumentara' il deficit, neppure di un centesimo". Parola di Barack Obama che nel discorso sullo Stato dell'Unione, durato 60 minuti, ha reclamato azioni a favore della classe media, della pace, dell'immigrazione, del clima, del controllo sulle armi e ha annunciato la volonta' di dimezzare le truppe in Afghanistan entro il 2014. "Non e' un governo piu' imponente quello di cui abbiamo bisogno - ha precisato Obama, giocando d'anticipo rispetto alle critiche dell'opposizione repubblicana - ma di un governo piu' intelligente in grado di fissare le priorita' e investire su una crescita diffusa". Da qui l'impegno a completare "l'opera non finita nella ricostruzione del principio fondamentale di questa nazione - ha detto - e cioe' l'idea che lavorando sodo e facendo fronte alle proprie responsabilita', si puo' andare avanti, indipendentemente da chi si e', da dove si viene e da chi si ama".

"Il taglio del deficit senza misure di sostegno alla crescita non rappresenta un vero piano economico", ha avvertito Obama mettendo in guardia contro i rischi legati al fiscal cliff . "Sul deficit - ha esortato il presidente - bisogna finire il lavoro iniziato" con un compromesso in grado di scongiurare gli aumenti delle tasse e i tagli automatici alla spesa che minerebbero la ripresa economica e i posti di lavoro. "Occorre una riforma fiscale bipartisan - ha rincarato - che riduca il deficit e rilanci il lavoro. Le mie proposte "sono interamente finanziate e pienamente coerenti con il quadro di bilancio su cui ci siamo accordati solo 18 mesi fa'". Obama ha dunque ribadito "che e' giunto il momento di varare una legge sull'immigrazione" e che se il Congresso non interverra' sul clima sara' lui a farlo. La replica dei repubblicani e' stata affidata al senatore della Florida, Marco Rubio, figlio di immigrati cubani, che ha parlato sia in inglese che in spagnolo. "Presidenti di entrambi i partiti, da John F.Kennedy a Ronald Reagan, hanno sempre saputo che la fonte di prosperita' per la classe media risiede nella nostra economia basata sulla libera impresa. Il presidente Obama ritiene invece che questa sia la fonte dei nostri problemi", ha attaccato Rubio. "Io vivo ancora nello stesso quartiere di lavoratori dove sono cresciuto. I miei vicini non sono miliardari ma lavoratori e i tagli al deficit e gli aumenti delle tasse che lui propone, metterebbero a rischio proprio la classe media: non mi oppongo al piano del presidente perche' voglio proteggere i ricchi ma poiche' voglio proteggere i miei vicini".

"Il compito della nostra generazione e' quello di rilanciare la classe media, sostenendo il vero motore della crescita". Cosi' il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha descritto la sua "stella polare" nella creazione di nuovi posti di lavoro durante il discorso sullo Stato dell'Unione, dedicato in primo luogo alle questioni economiche. Obama ha ribadito il suo impegno "a favore dei tanti e non dei pochi, incoraggiando la libera impresa e aprendo le porte delle opportunita' ad ogni figlio di questa nazione".

Obama ha dunque proposto di alzare il salario minimo da 7,25 a 9 dollari l'ora. "Nel Paese piu' ricco del mondo - ha detto - nessun lavoratore a tempo pieno dovrebbe vivere in poverta'". L'obiettivo dichiarato del presidente e' "trasformare l'America in una calamita di posti di lavoro" garantendo "una vita dignitosa" a chi si impegna duramente. L'aumento salariale proposto dal presidente impatterebbe positivamente su migliaia di famiglie e "marcherebbe la differenza tra il fare la spesa e il ricorrere ai bonus per il cibo, tra il pagare l'affitto e l'essere sfrattati". In ultima istanza, si tradurrebbe in un volano per l'economia perche' "ci sarebbero piu' clienti con soldi in tasca". Obama ha dunque rilanciato il programma "Fix it first", cioe' il piano per il recupero delle grandi infrastrutture a stelle e strisce, a partire dai ponti del Paese sui quali "potrebbe essere messa subito al lavoro tantissima gente" grazie anche al contributo di gruppi privati per non appesantire la spesa pubblica. "Dobbiamo dimostrare - ha asserito - che non c'e' posto migliore dell'America per fare business". "Ogni giorno - ha insistito Obama - dovremmo porci tre domande: come attirare piu' posti di lavoro sulle nostre coste, come garantire le competenze per svolgere questi lavori e come fare in modo che il duro lavoro porti ad una vita dignitosa".

Ha aperto il suo discorso sullo Stato dell'Unione citando le parole usate da John F. Kennedy nella stessa occasione51 anni prima, Barack Obama. "La costituzione ci vuole non rivali per il Paese ma alleati per il progresso e oggi c'e' molto progresso da riportare - ha esordito il presidente - lo Stato dell'Unione e' piu' forte". Invitando al compromesso, Obama ha sottolineato come gli americani "non si aspettino che il governo risolva tutti i problemi o che il Congresso si trovi in accordo su tutto ma voglio che il Paese venga messo prima degli interessi di parte. L'America - ha concluso va avanti solo quando lavoriamo insieme".

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