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Esteri
Putin-Trump-Xi Jinping cambiano gli equilibri mondiali. Cpi, Nato e Fed deboli

LA RUSSIA SI RITIRA DAL TRIBUNALE PENALE INTERNAZIONALE

Per ordine diretto del presidente Vladimir Putin, la Russia ha annunciato il formale ritiro della propria firma in calce allo Statuto di Roma del 1998, con cui fu istituito il Tribunale Penale Internazionale dell'Aja e che aveva sottoscritto nel 2000, due anni prima che entrasse in vigore in seguito alla prescritta adesione di almeno sessanta Stati, ma mai ratificato. Il provvedimento e' stato pubblicato sul portale on-line del governo, entra in vigore oggi stesso ed e' motivato con l'asserita "parzialita'", "inefficienza" e carenza di "effettiva indipendenza" del Tpi, e con la mancata realizzazione da parte sua delle aspirazioni che la comunita' internazionale vi aveva riposto.

PUTIN SCONVOLGE L'ORDINE INTERNAZIONALE

Nel testo si afferma che Putin ha "accettato la proposta del ministero federale della Giustizia, di concerto con quello degli Esteri e con gli altri organi esecutivi interessati, con la Corte Suprema, la Procura Generale e il Comitato Investigativo (sorta di agenzia anti-corruzione, equivalente per molti aspetti all'Fbi americano; ndr)" in vista di "notificare al segretario generale delle Nazioni Unite l'intenzione russa di non essere piu' parte dello Statuto di Roma del Tribunale Penale Internazionale". La mossa ha un significato eminentemente politico, tanto piu' in un momento in cui l'autorita' del Tpi era gia' stata messa in discussione da analoghe decisioni assunte di recente da alcuni Stati africani: Burundi, Sudafrica e Gambia. "Purtroppo il Tribunale ha disatteso le aspettative e non e' diventato un organo veramente indipendente e autorevole della giustizia internazionale", spiega il dicastero degli Esteri russo in una nota. Sul piano giuridico, l'omessa ratifica del tratto istitutivo di fatto sottraeva comunque Mosca alla giurisdizione del Tribunale Onu, chiamato a giudicare i crimini di guerra, contro l'umanita' e il genocidio. Altri Paesi firmatari che si sono poi ritirati sono Usa, Israele e Sudan. Mai hanno neppure firmato lo Statuto, tra gli altri, Cina, India, Pakistan, Turchia, Arabia Saudita, Indonesia, Etiopia, Vietnam e Nicaragua.

NATO, FED, UE: IL NUOVO MONDO DI TRUMP-PUTIN-XI JINPING

Insomma, quello che si sta creando è un nuovo ordine globale. Le istituzioni che avevamo imparato a conoscere stanno per essere accantonate. Non solo il Tribunale Penale Internazionale. L'elezione di Donald Trump sta già portando le prime conseguenze sugli equilibri globali che si erano sedimentati negli ultimi decenni. Il neo presidente eletto degli Usa sta già sferrando l'attacco alla Fed della Yellen, cercando di portarla sotto un controllo più diretto della Casa Bianca. Lo stesso con la Corte Suprema. Per non parlare di una Nato che rischia lo sbriciolamento. Anche il capo dei servizi segreti americani si è dimesso. Insomma, nei prossimi anni il triumvirato Putin-Xi Jinping-Trump promette di cambiare molti degli equilibri globali. Con l'Ue, altra istituzione indebolita, sempre più nell'ombra.

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