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Esteri
Bombardiere russo

“Un aereo da combattimento israeliano ha violato il nostro spazio aereo e bombardato un centro di ricerca militare a Jamraya nella provincia di Damasco”.

La denuncia viene dallo Stato maggiore siriano . Se confermata l'azione segnerebbe il coinvolgimento diretto di Israele nella crisi siriana iniziata 22 mesi fa.

L'attacco si sarebbe svolto in contemporanea a quello contro un convoglio di armi dirette alle milizie sciite di Hebollah in Libano, "lungo il confine". Nè Israele, nè gli Usa hanno chiarito se il bombardamento sia avvenuto materialmente in Libano o in Siria.

I camion avrebbero trasportato batterie di sistemi anti-aerei di fabbricazione russa Sa-17 battezzate in codice Nato 'Grizzly', in grado di abbattere qualsiasi velivolo nel raggio di 50 km. Il sistema Sa-17 è montato su un mezzo semovente ed è armato con 4 missili anti-aereo. I caccia-bombardieri israeliani sarebbero entrati nello spazio aereo siriano passando a nord del Monte Hermon (in arabo Jabal el-Sheikh, localizzato al confine tra Libano e Siria) volando a bassa altitudine per non essere intercettati dai radar.

Nell'attacco, secondo l'agenzia ufficiale Sana che cita sempre lo stato maggiore siriano, sarebbero rimasti uccisi due tecnici ed altri 5 sono rimasti feriti. I jet, "hanno effettuato un atto di aggressione, bombardando il sito, causando danni materiali su vasta scala e distruggendo l'edificio", in quello che Damasco definisce, "l'ultimo di una lunga lista di atti di aggressioni e criminali contro gli arabi e musulmani".

Secondo fonti di stampa libanesi, che citano a loro volta fonti siriane, il centro di ricerche militari vicino Damasco era legato alla produzione di armi chimiche. Lo riferisce il sito israeliano dello Yedioth Ahronoth

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