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Esteri

Riga (Lettonia) – Nel gennaio 2015 Matteo Renzi lascerà le chiavi della grande casa europea ad un ex paese Sovietico: il titolo di “padrone di casa” dell'Unione Europea passerà dall'Italia alla Lettonia e al paese baltico spetterà il compito di farsi carico del semestre di presidenza del Consiglio dell'Unione europea, l'istituzione comunitaria che adotta e coordina le politiche dei paesi Ue.
Un passo finale di una grande corsa verso l'Europa per quello che era un vero e proprio paese martire della cortina di ferro: qui l'armata rossa dal 1940 stabilì le sue basi militari sulle coste dal mar baltico. Da allora tutto è cambiato in Lettonia e il paese dopo essere entrato a far parte dell'unione europea e della Nato nel 2004, dal primo gennaio ha adottato la valuta comunitaria diventando il diciottesimo paese dell'area Euro. Ma il 2014 non è solo l'anno dell'euro, la sua capitale, Riga, è anche la capitale europea della cultura.
Ed è proprio qua, ai confini dell'unione, che lo spirito europeo è più forte. Riga é una città in piena trasformazione dopo la batosta della crisi finanziaria che fino a tre anni fa ha colpito duramente i paesi baltici. Le aree lasciate disabitate e le vecchie fabbriche vengono recuperate e usate come centri culturali mentre i turisti restano ammaliati dalle architetture della città vecchia che le sono valse l'appellativo di Parigi del Nord. In realtà tutto rimanda alla dominazione sovietica: si pensi ad esempio come i treni viaggiavano ancora solo verso la Russia e solo ora si sta portando a termine un nuovo progetto per collegare i paesi baltici a Berlino con una ferrovia a scartamento europeo.

Il cronista di Affaritaliani.it incontra a presidente del parlamento lettone Solvita Alboltina, una delle protagoniste della svolta europeista del paese: fu infatti lei a trovare la formula che nel 2003 convinse il popolo lettone a votare in massa per il referendum di adesione all'unione europea quando solo il 30% era favorevole a lasciare la sfera di influenza sovietica: il riconoscimento dell'indipendenza da parte della Russia risale solo al 1991. Ora il paese ha una delle percentuali di euroscettici più bassa dell'unione: oltre il 66% è infatti a favore delle politiche europee. Se le elezioni del prossimo autunno confermeranno il trend sarà proprio la Alboltina a venire a Roma per raccogliere il testimone della presidenza del consiglio europeo.

Come già detto il paese sta conoscendo un vero e proprio balzo in avanti a livello economico, come d'altro canto é tipico nella sua storia: alti e bassi si sono infatti susseguiti trasformando il paese da una vocazione tipicamente agricola dei primi dell'800 a resort estivo per la nomenclatura del regime sovietico. Jurmala, la "spiaggia" di Riga sul Baltico conosce un vero e proprio boom edilizio. La vocazione turistica è confermata dai numeri: sono due milioni i turisti che sono transitati nell'ultimo anno in un paese che conta due milioni di abitanti. Un rapporto uno a uno che fa invidia a molti "concorrenti" europei. Per i turisti l'offerta tipica è quella di una due giorni di storia e cucina tipica decisamente insolita per un palato "occidentale" ma ricca di rivisitazioni dei prodotti tipici locali, salmone e arringhe affumicate su tutto.
Per capire il carattere della città merita una visita l'edificio che ospitava la stazione locale del KGB, la polizia segreta sovietica: in un immobile in pieno stile liberty trovarono la morte oltre 40mila persone accusate di far parte della formazione partigiana dei "fratelli del bosco" attiva dal 1944 al '56. Poi la ventata di libertà simboleggiata dall'abbattimento dei vecchi bastioni e la nascita della città nuova.

Alberto Berlini

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