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Esteri

Di Giovanna Guzzetti

Il Brasile, pur con qualche tormento politico e diplomatico..., ha imboccato la strada della ripresa. Una situazione economica dalle tinte più rosee quella che ha descritto l’ambasciatore in Italia, Antonio Patriota, passato di recente a Milano. Il paese sudamericano sembra essere uscito dalla recessione, con due trimestri che hanno visto il segno più davanti al dato del Prodotto Interno Lordo. Ma è il quadro complessivo ad apparire più roseo: più posti di lavoro, incremento della domanda e dei consumi, taglio del tasso di inflazione che prima falcidiava salari e potere d’acquisto.

Più della metà della popolazione del Brasile (oggi il totale ammonta a circa 210 milioni di persone), che spicca per una bassa età media, ha compiuto nell’ultimo periodo un balzo nella classe di reddito entrando in quel cluster con un forte potenziale di consumo che può aspirare – guardando ai rapporti bilaterali tra i 2 paesi - anche ai prodotti del made in Italy. Il riferimento al nostro Paese era sostanzialmente inevitabile: l’ambasciatore Patriota ha infatti incontrato, nel capoluogo lombardo, la business community che si riunisce intorno a Lide,  il network di imprese con interessi in America Latina.

Ma Made in Italy spesso significa anche lusso: ed anche per questo segmento premium c’è spazio a Rio de Janeiro e dintorni dal momento che 3 milioni di brasiliani sono collocati in quella fascia di ultraricchi: 31 miliardari, 172 milionari e 245 mila persone appartengono all’1% più ricco al mondo. Solo a San Paolo vivono 14 miliardari e la città ha più elicotteri di qualsiasi altra città del mondo. Un’immagine stridente con quella delle favelas e anche con quella di un immenso Paese afflitto dalla corruzione: in Brasile migliora sensibilmente il Corruption Index ed il paese si è anche aggiudicato un Transparency Award.

Un contesto di base in via di risanamento non può che favorire lo sviluppo della presenza di investitori stranieri tra cui gli italiani rivestono un ruolo importante: basti pensare che la presenza di aziende italiane è quadruplicata tra il 2007 ed il 2016. E le prospettive appaiono interessanti: con il Progetto Crescer il Brasile sta puntando, fra l’altro ad uno sviluppo infrastrutturale che, al momento ha trovato il suo ideale luogo d’elezione lungo la costa da nord a sud. In questo ambito un ruolo chiave viene svolto dall’energia. Tradizionalmente il Brasile è stato un importante produttore di energia idroelettrica ma oggi è anche un grande produttore di energia eolica:  e’  infatti il nono produttore mondiale di energia derivata dal vento con il Nord Est a trainare l’output con continui record di produzione giornaliera. 

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