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Esteri

I presidenti di Serbia e Kosovo si incontrano oggi a Bruxelles: una prima assoluta e dall'alto valore simbolico che arriva 14 anni dopo conflitto tra le forze di Belgrado e la guerriglia indipendentista kosovara che ha portato all'intervento Nato, al ritiro dei serbi e in fin dei conti alla dichiarazione di indipendenza di Pristina nel 2008.

Per Bruxelles, che sta mediando il dialogo tra la Serbia e la sua ex provincia, l'incontro tra il presidente serbo Tomislav Nikolic e l'omologa kosovara, Atifete Jahjaga, è da iscrivere "nel quadro della normalizzazione delle relazioni" tra i due Paesi. "Noi teniamo molto a questo processo e siamo fermente determinati a non trasferire i dissapori del passato alle nuove generazioni", ha commentato la signora Jahjaga. La riunione a Bruxelles - attesa nel tardo pomeriggio - non avrà effetti concreti, ma ha un'importanza simbolica che, spera l'Ue - potrà influenzare positivamente le opinioni pubbliche serba e kosovara.
Tanto più che il capo di stato serbo, il conservatore Nikolic, è un nazionalista convertito alla linea filo-europea e ancora meno di un anno fa era un feroce critico del dialogo avviato dal suo predecessore con Pristina.

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