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Esteri
Dopo il cambio di sesso, Alessandra vuole rimanere sposata con la moglie

“Il nostro non è un matrimonio di serie B”. A parlare è Alessandra Bernaroli che, dopo il cambio di sesso, ha scelto di rimanere sposata con la moglie. Quando è andata a ritirare i documenti con i nuovi dati, ha scoperto di non essere più sposata. Ha inizio così un lungo iter giudiziario per il riconoscimento del matrimonio (contratto 10 anni prima con rito civile e religioso) che vede le due donne vincere in primo grado e perdere in appello. Il volto di Alessandra è in copertina sul numero di febbraio di Piazza Grande, il giornale dei senzatetto di Bologna, in strada in questi giorni e la sua storia è raccontata all’interno dell’inchiesta “Per forza o per amore”, dedicata al tema delle unioni. Sul caso è intervenuta anche la Corte Costituzionale, che ha giudicato illegittimo lo scioglimento del matrimonio. “Nella sentenza c’è scritto che il nostro matrimonio dovrebbe diventare un’altra forma di convivenza registrata – racconta Alessandra nell’intervista a Piazza Grande – Cosa vuol dire questo? In pratica, i giudici hanno ammesso che la norma è anticostituzionale ma allo stesso tempo dicono che anche il matrimonio omosessuale lo è, e non lo possono accettare. Quindi non sanno cosa fare”. Ora tocca alla Corte di Cassazione esprimersi in merito. “Nella prima udienza, il giudice ha dichiarato che qualsiasi decisione verrà presa, sarà sbagliata – prosegue – Questa affermazione esprime l’incapacità di questo sistema giuridico di affrontare certe realtà, di stare al passo con i tempi. Lo Stato dovrebbe tutelare anche interessi non religiosi e cosa c’è di sbagliato nel tutelare la nostra famiglia che, nei fatti, esiste?”.

L’inchiesta “Per forza o per amore” si apre con due storie d’amore che con il tempo sono finite, ma hanno lasciato dietro di sé uno strascico ingombrante, la convivenza forzata. Il motivo? Sempre lo stesso, i problemi economici. “Ho sentito che le cose cominciavano a degenerare – racconta Marco – ma avevamo già iniziato a pagare un mutuo insieme e non potevamo separarci”. Anche Martina è costretta a vivere in casa con l’ex fidanzato: “Dover vivere in questa casa è l’unica cosa che mi fa sentire ancora legata a lui. Il problema è la mancanza di una sicurezza economica che mi permetterebbe di avere una totale indipendenza”. Una situazione, quella di Marco e di Martina, sempre più frequente a causa della crisi ma che in realtà è sempre esistita,come spiega la sociologa Chiara Saraceno: “Le separazioni di fatto ci sono sempre state e hanno continuato a esistere anche dopo che il divorzio è diventato legale – spiega – Ci sono molte coppie che decidono di regolare le cose da sé, a proprio rischio e pericolo: non fanno più sesso, non dormono nello stesso letto ma vivono ancora insieme, continuando a litigare. Il conflitto diventa la norma”. E poi c’è chi, invece, si separa e finisce in strada. Un’esperienza sempre più comune a molte persone, soprattutto uomini, e che è stata raccontata anche nel film “Gli equilibristi” da Ivano De Matteo, intervistato su Piazza Grande. “Ho scoperto un mondo sommerso fatto di centinaia di migliaia di persone che vivevano lo stesso dramma – racconta il regista – La cosa più difficile da raccontare con la cinepresa è la sensazione di vuoto, spaesamento e inadeguatezza rispetto a quello che stanno vivendo queste persone”.
 
Nell’inchiesta c’è anche la storia di L., ragazza di origine marocchina in Italia da quando aveva 15 anni, e T., italiano, che, a causa delle lungaggini burocratiche, per sposarsi hanno dovuto aspettare cinque anni. E quella della Rete Genitori Rainbow, associazione che sostiene le persone che, dopo un matrimonio eterosessuale da cui hanno avuto figli, si sono riconosciute come omosessuali e devono affrontare una serie di difficoltà connesse al coming out: pregiudizi, reazioni conflittuali dell’ex partner e la paura di non essere accettati dai propri figli. Infine, si parla delle ‘case per i padri separati’, strutture che stanno sorgendo in tutta Italia e che accolgono i papà che, dopo il divorzio, non possono pagare un affitto e rischiano di finire in strada.

da http://www.redattoresociale.it

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