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Esteri
Siria, armi chimiche a Gioia Tauro

Transiteranno dal porto calabrese di Gioia Tauro le armi chimiche siriane destinate alla distruzione. L'annuncio verra' dato ufficialmente in Parlamento, nell'audizione dinanzi alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato, dal capo dell'Opac (l'Organizzazione per la proibizione delle Armi Chimiche), Ahmet Uzumcu. Ma la scelta sembra esser stata fatta: Uzumcu ha gia' anticipato che il transito di circa 500 tonnellate di sostanze chimiche letali dovrebbe avvenire "tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio" e in "non piu' che 48 ore"; quante alle preoccupazioni gia' serpeggianti in Italia, il diplomatico turco ha assicurato che "e' stata presa ogni misura possibile per un trasferimento sicuro: i rischi sono molto evidenti e abbiamo preso tutte le misure per ridurli al minimo".

Il piano Onu-Opac ha individuato un porto italiano come quello in cui i container con le sostanze chimiche saranno trasferiti dai cargo danese e norvegese (che le avranno prelevate nel principale porto siriano, quello Latakia) alla nave americana Cape Ray, incaricata della loro neutralizzazione in alto mare. I dettagli del piano saranno illustrati oggi dal diplomatico turco, insieme ai ministri degli Esteri, Emma Bonino, e dei Trasporti, Maurizio Lupi. Piu' in generale, Uzumcu ha anche gia' ammesso che la rimozione e la distruzione delle armi chimiche procede a rilento: la maggior parte delle sostanze chimiche pericolose dell'arsenale siriano non sara' concluso prima della fine di giugno perche' sul terreno infuriano i combattimenti e questo rallenta il processo. Originariamente era previsto che la distruzione delle sostanze chimiche 'primarie' - sostanze come l'iprite, il sarin e il gas nervino VX - fosse completato entro fine marzo, ma la guerra civile innanzitutto, oltreche' il cattivo tempo e la burocrazia hanno rallentato i tempi. Uzumcu ha spiegato che sono in corso negoziati per arrivare a "tregue temporanee", ma ha anche ammesso che finora sono arrivate nel porto di Latakia, ultima tappa in territorio siriano, solo 16 delle 560 tonnellate di sostanze chimiche primarie previste.

La Siria ha un magazzino totale dichiarato di 1.290 tonnellate tra armi, sostanze e precursori. Mercoledi', tra l'altro, il regime siriano ha denunciato l'attacco a due siti e oggi Uzumcu si e' detto preoccupato dell'ipotesi che l'eventualita' si ripeta: "Sarebbe preoccupante che ci fosse tentativi di accaparrarsi di quei prodotti chimici: non credo sia nell'interesse di nessuno".

I SINDACI VALUTANO LA CHIUSURA - Il sindaco di Gioia Tauro Renato Bellofiore ha però dichiarato: "Non mi avevano informato. Mettono a repentaglio la mia vita. Se succede qualcosa la popolazione mi viene a prendere con un forcone". "E' gravissimo, forse il ministro Bonino non sa cos'è la democrazia. E' la solita scelta calata dall'alto. Siamo considerati una popolazione di serie B. Tra l'altro, qui non c'è un'ospedale attrezzato".

E Domenico Madaffari, sindaco di San Ferdinando, il comune in cui ricade il 75% del porto, tutte le banchine: "Stiamo valutando di emettere un'ordinanza per chiudere il porto". Il segretario nazionale del Sul, il sindacato dei portuali di Gioia Tauro, Antonino Pronestì: "Se ci saranno certezze sulle condizioni di sicurezza sul lavoro si può anche fare. Non diciamo di no a prescindere, ma vogliamo avere certezze sulla sicurezza per i lavoratori".

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