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Esteri
Siria scontri (1)

Il tecnico italiano Mario Belluomo e i due colleghi russi rapiti il 12 dicembre scorso in Siria sono stati liberati. Gli ostaggi, ha reso noto in un comunicato il ministero degli Esteri russo, sono stati "scambiati con alcuni militanti" catturati dalle forze del regime.

"E' al sicuro e aspettiamo di rivederlo presto in Italia", ha confermato alcune ore dopo il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, che per prudenza aveva atteso prima di confermare l'avvenuta liberazione del 64enne ingegnere catanese. Il titolare della Farnesina ha espresso "profonda gratitudine per tutti gli apparati dello Stato che hanno lavorato a questo risultato, a cominciare dall'Unita' di Crisi". Il ministro ha anche sottolineato il proprio "sollievo" considerando il rischio che ha corso per l'incolumita' di Belluomo "in un Paese sconvolto da inaudite violenze di cui sono vittima soprattutto i civili innocenti".

Con il tecnico siciliano sono stati liberati anche l'ingegnere Viktor Gorelov e il suo interprete Abdessatar Khassun, entrambi russi, che sono stati consegnati all'ambasciata a Damasco. Il tecnico italiano, invece, e' stato preso in consegna dal ministero degli Esteri siriano e poi consegnato a rappresentanti italiani, dato che dal marzo scorso l'ambasciata italiana a Damasco ha sospeso l'attivita'. I tre erano stati sequestrati mentre erano in viaggio da Homs, nell'omonima provincia centrale siriana, al porto di Tartous, dove Belluomo alloggiava in un hotel. Il tecnico italiano dall'estate scorsa lavorava come consulente dell'azienda siriana Himsho in un complesso industriale a sud di Homs. Uno dei due russi, Gorelov, lavorava per l'acciaieria Himsho mentre Khassun era il suo interprete.

"E' la vittoria di un'istituzione che in Italia funziona benissimo", ha ringraziato la Farnesina Gianfranco Belluomo, fratello del rapito, dal comune di San Gregorio di Catania. Sono 31 gli italiani sequestrati in varie parti del mondo che in poco piu' di un anno sono stati riportati a casa. Ora l'unico italiano ancora in ostaggio e' il cooperante Giovanni Lo Porto, 38 anni, palermitano. Lo Porto venne sequestrato a Multan, nel Punjab pakistano, il 19 gennaio 2012 insieme a un collega tedesco. Lavorava con la Ong tedesca Welt HungerHilfe (Aiuto alla fame nel mondo) per la ricostruzione dell'area messa in ginocchio dalle inondazioni del 2011. La Farnesina ha rinnovato ai cittadini italiani l'appello, gia' diffuso nei mesi scorsi, ad evitare di recarsi in Siria.

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