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Ecco le prove contro il regime di Assad. Alcune conversazioni telefoiche intercettate dai servizi segreti americani dimostrerebbero il ruolo del regime siriano nell'attacco con armi chimiche a est di Damasco. Lo riporta in esclusiva la rivista americana Foreign Policy. Le intercettazioni riguardano telefonate di un funzionario della difesa siriana con un leader dell'unità siriana armi chimiche. Nella conversazione si chiede conto e ragione dell'attacco in cui sarebbero morte oltre mille persone.

SIRIA: NUOVO MONITO LAVROV, "INTERVENTO PORTA DESTABILIZZAZIONE" - Nuovo monito del ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, contro un intervento militare in Siria che a suo dire portera' solo "ulteriore destabilizzazione" nell'area. In una telefonata con l'inviato dell'Onu e della Lega araba per la Siria, il capo della diplomazia russa ha "enfatizzato la mancanza di alternative a una soluzione diplomatica" per il conflitto e ha avvertito che "tentativi per una soluzione militare porteranno solo a un'ulteriore destabilizzazione della situazione nel Paese e nella regione". A dare notizia della telefonata e' stato il ministero degli Esteri russo.

SIRIA: HACKER PRO-REGIME RIVENDICANO ATTACCO A TWITTER E SITO NYT - Un gruppo di hacker che sostiene il regime siriano ha rivendicato l'attacco informatico a Twitter, al sito del New York Times e all'Huffington Post. L'Esercito elettronico siriano, che gia' in passato aveva attaccato i media che ritiene ostili a Bashar al-Assad, ha twittato la paternita' del cyber-attacco poche ore dopo aver violato la sicurezza di una compagnia Internet australiana che gestisce importanti siti di tutto il mondo. Il sito NYTimes.com per alcuni minuti ha rimandato i visitatori a un server controllato dal gruppo siriano prima di essere brevemente oscurato. Per Twitter i problemi sono durati per un'ora e mezza ma nessuna comunicazione degli utenti e' stata compromessa. L'Esercito Elettronico Siriano in passato aveva gia' colpito il Washington Post e il 23 aprile scorso anche l'Associated Press, diffondendo un falso cinguettio che annunciava l'esplosione di due bombe alla casa Bianca ed il ferimento di Barack Obama. Per pochi minuti Wall Street crollo' ed il mondo stette con il fiato sospeso.

NBC, ATTACCO POTREBBE COMINCIARE GIOVEDI' -  Il lancio di missili sulla Siria nell'ambito di un intervento militare guidato dagli Usa potrebbe cominciare giovedi': lo sostiene l'Nbc citando alti funzionari della Casa Bianca. L'attacco contro il regime di Bashar al-Assad dovrebbe avere una durata limitata, tre giorni, e sarebbe un avvertimento al presidente siriano per dissuaderlo dall'impiegare armi chimiche.

CASA BIANCA, NON VOGLIAMO ARRIVARE A CAMBIO REGIME  - Tra le opzioni disponibili per rispondere all'uso delle armi chimiche da parte di Damasco la Casa Bianca non sta valutando quella di arrivare ad un cambio di regime in Siria. Lo ha dichiarato il portavoce di Obama, Jay Carney, ribadendo che il presidente ha un ampio spettro di possibili risposte non limitate all'uso delle forze.

 

SIRIA: LETTA SENTE CAMERON, DA REGIME CRIMINI INACCETTABILI - Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, e il primo ministro britannico, David Cameron, hanno avuto oggi un colloquio telefonico sugli sviluppi della situazione in Siria. Lo rende noto palazzo Chigi. Regno Unito e Italia convengono sul fatto che con l'uso massiccio di armi chimiche in Siria si e' oltrepassato il punto di non ritorno. Letta ha ribadito a Cameron la ferma condanna da parte dell'Italia dell'attacco del 21 agosto contro la popolazione civile siriana: crimine inaccettabile che non puo' essere tollerato dalla comunita' internazionale. Il presidente del Consiglio ha quindi informato Cameron del dibattito svoltosi questa mattina in Parlamento sulla questione.

 

SIRIA: HOLLANDE, PRONTI A PUNIRE AUTORI ATTACCO CHIMICO - La Francia e' "pronta a punire" i responsabili dell'attacco chimico alla periferia di Damasco di mercoledi' scorso: lo ha assicurato il presidente francese Francois Hollande in un discorso pronunciato davanti alla Conferenza degli ambasciatori francesi, in corso a Parigi. Il titolare dell'Eliseo ha ribadito che ci sara' una risposta al "massacro" causato dall'attacco "chimico". La guerra in Siria, ha avvertito Hollande, "minaccia la pace nel mondo".

SIRIA: CAMERON "INTERVENTO SOLO SU OBIETTIVI MIRATI, NO GUERRA" - Un eventuale intervento armato contro il regime siriano sara' effettuato solo su obiettivi "specifici". Lo ha precisato il premier britannico David Cameron, sottolineando che la Gran Bretagna non vuole essere coinvolta in una guerra in Medio Oriente. Cameron ha avvertito: il mondo, ha detto, "non puo' restare a guardare dopo l'uso di armi chimiche". Ma ha comunque spiegato che "nessuna decisione e' stata ancora presa".

PENTAGONO, SE OBAMA DA' ORDINE PRONTI ATTACCARE SUBITO - Le Forze Armate americane sono pronte a entrare immediatamente in azione qualora il presidente Barack Obama desse l'ordine d'intervenire contro il regime siriano per il suo impiego di armi chimiche: lo ha riferito il capo del Pentagono, Chuck Hagel, in un'intervista alla Bbc, a margine di una visita nel Brunei. "Abbiamo schierato i nostri mezzi in maniera da adempiere e realizzare qualsiasi opzione il presidente intenda adottare", ha spiegato. Alla domanda se l'apparato militare americano sarebbe pronto ad attaccare "sul momento", Hagel ha risposto: "Siamo pronti a partire, sul momento". Il segretario alla Difesa ha aggiunto che l'Amministrazione Usa condividera' le prove di cui dispone sul ricorso siriano ad armi proibite dalle convenzioni inernazionali.

LEGA ARABA ACCUSA ASSAD, HA ORDINATO ATTACCO CHIMICO - La Lega Araba ritiene Bashar Assad responsabile per l'attacco chimico a Goutha, vicino a Damasco: l'accusa e' contenuta in un comunicato diffuso al termine di una riunione degli ambasciatori dei Paesi membri svoltasi al Cairo. Fonti diplomatiche hanno riferito che a spingere per questa presa di posizione sono stati soprattutto Arabia Saudita e Qatar. Nel comunicato la Lega araba afferma che coloro che hanno ordinato l'attacco dovranno essere chiamati a rispondere davanti alla giustizia internazionale e sollecita le Nazioni Unite ad agire.

BONINO - "L'Italia non prenderebbe attivamente parte a operazioni decise al di fuori del Consiglio di Sicurezza dell'Onu": lo ha affermato il ministro degli Esteri, Emma Bonino, nel corso di un'audizione in Parlamento riferendosi a un eventuale intervento militare in Siria.. La Nato discutera' giovedi' prossimo della situazione in Siria: lo ha riferito il ministro degli Esteri, Emma Bonino, nel corso di un'udizione al Senato. La riunione si terra' a Bruxelles, nel quartiere generale dell'Alleanza atlantica.

L'Italia, ha aggiunto la titolare della Farnesina, "e' gia' impegnata al limite e oltre il limite delle sue capacita' in diversi teatri", come, appunto, il Libano e poi l'Afghanistan e la Libia. "L'unico quadro di riferimento giuridico" per un intervento militare e', ha sottolineato, un mandato del Consiglio di sicurezza dell'Onu.

CAMERON - La Gran Bretagna sta approntando i piani per un possibile intervento militare in Siria: lo ha riferito il portavoce del premier David Cameron. Nelle prossime ore, ha aggiunto, Downing Street decidera' sul richiamo dei deputati per un dibattito parlamento sull'intervento militare in risposta all'attacco con armi chimiche del 21 agosto.

OBAMA - Mentre proseguono le consultazioni condotte a 360 gradi dalla sua amministrazione, Barack Obama avrebbe gia' pronto sulla scrivania un piano preciso per punire il regime siriano dell'impiego di armi chimiche contro i civili. L'eventuale intervento militare in Siria dovrebbe avere portata e durata ben delimitate, evitando cosi' agli Stati Uniti un vero e proprio coinvolgimento nel "pantano", parola dello stesso Obama, della guerra civile siriana. Si tratterebbe di un attacco-lampo, da condurre per non piu' di due giorni al massimo.

Sarebbero impiegati missili da crociera lanciati dalle navi americane gia' convergenti nel Mediterraneo oppure, ma l'ipotesi e' ancora allo studio, bombardieri ad ampia autonomia di volo. Circoscritti i bersagli da colpire, di natura militare ma non necessariamente correlati in via diretta agli arsenali chimici del regime di Bashar al-Assad. Tre i fattori indispensabili per passare all'azione: completamento delle indagini d'intelligence sull'effettiva responsabilita' del clan di Assad nella strage lealista del 21 agosto alla periferia est di Damasco; luce verde dagli alleati e dallo stesso Congresso, che appena ieri ha reclamato il diritto a essere interpellato preventivamente dalla Casa Bianca; e infine determinazione di una valida giustificazione del blitz sulla base delle norme di diritto internazionale. Dunque, una piattaforma complessa per un'operazione che deve comunque essere la piu' semplice e lineare possibile.

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