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Esteri

I cadaveri di almeno 65 persone, in gran parte adolescenti, sono stati trovati in un fiume ad Aleppo, in quella che appare una brutale esecuzione di massa. Le vittime sono state uccise forse con una sola raffica di arma da fuoco, colpite alla testa o alla nuca. I cadaveri avevano le mani legate dietro la schiena. Il ritrovamento e' avvenuto nel fiume Qewaq, che separa il distretto di Bustan al-Qasr da Ansari, nella parte sud-occidentale della citta', ha riferito l'Osservatorio siriano per i diritti umani. Secondo fonti dell'Esercito libero siriano le vittime potrebbero essere piu' di 100: c'e' la certezza infatti che altri corpi possano affiorare dalle acque del fiume. Come spesso accade in occasione di tali atrocita', regime e oppositori si accusano a vicenda. Secondo la sicurezza del presidente Bashar al Assad, buona parte delle vittime erano giovani di Bustan al-Qasr precedentemente rapiti dai "terroristi". Secondo i rivoltosi l'esecuzione e' invece opera dei lealisti. Il fiume, lungo 129 chilometri, nasce in Turchia e scorre a sud-ovest di Aleppo, attraversando sia zone in mano ai lealisti che aree controllate dai ribelli. Attivisti per i diritti umani hanno diffuso un video girato lungo il greto del fiume. Nel filmato sono visibili circa 50 cadaveri estratti dalle acque: sono gonfi e vestiti, la carnagione delle vittime e' bianca

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