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Esteri
Le Olimpiadi a Sochi? Una sfida di Putin ai ribelli ceceni e al mondo

Chi non ha mai sognato di sciare su piste olimpiche quasi vergini? Il sogno si può realizzare a Sochi, città russa situata tra il mar Nero e le montagne del Caucaso. Da quando ha ottenuto l’organizzazione dei Giochi Olimpici Invernali del 2014, questa piccola stazione balneare storica è diventata un centro del turismo invernale.

I riflessi argentei del mar Nero e le vette innevate del Caucaso sono cantate in tutta la Russia, da Vladivostok a Mourmansk, a San Pietroburgo. Sochi ha un posto speciale nel cuore dei Russi. Nel corso dei secoli, le sue spiagge di ciottoli hanno visto passare l’aristocrazia poi i lavoratori meritevoli dell’Unione sovietica. Sochi veniva associata allora ai giorni spensierati delle vacanze. Si veniva a rimettersi in forma nei sanatori dall’architettura neoclassica in mezzo a parchi dalla vegetazione lussureggiante. Poco prima della caduta dell’URSS nel 1991, la città cade nell’oblio. Le rughe del tempo si disegnano sugli edifici pomposi che evocano antichi palazzi italiani dai fasti passati. Un’atmosfera di "festa terminata" aleggia sulla città.

Agli occhi del mondo, la vittoria dei giochi è una sorpresa: Sochi ha tutto di una bella località balneare, ma niente per quanto riguarda la montagna. Si sa appena che si trova all’ingresso dei monti Caucasici. Gli investimenti fino ad oggi sono stati colossali: si parla di 30 miliardi di dollari (contro i 10 miliardi di dollari previsti). Più di 55.000 operai hanno lavorato su diversi cantieri.

Ma non ci sono solo cose positive, nella situazione geopolitica dei giochi invernali. Putin ha infatti voluto dare una dimostrazione di forza organizzando i Giochi a un soffio dai luoghi in cui nasce la jihad russa. Di giorno in giorno si sono intensificati gli allarmi e i timori per le minacce e le azioni di terrorismo da parte dei ribelli islamici e degli indipendentisti ceceni, guidati dal signore della guerra che risponde al nome di Doku Umarov. Doku Umarov, che si autodefinisce «Emiro del Caucaso», lo scorso luglio in un video ha rivolto un appello ai guerriglieri ceceni superstiti per organizzare attentati contro i civili in Russia in occasione delle Olimpiadi di Sochi. "Sono una danza satanica – ha detto – compiuta sulle ossa dei nostri antenati"

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