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Esteri
Tsipras, lascia la viceministra. Lui ai ribelli: "Altra soluzione? Ditela"

Strada in salita per Alexis Tsipras nel giorno in cui il Parlamento greco è chiamato a votare le misure lacrime e sangue imposte dall'Unione europea.

Dopo l'addio del titolare del ministero delle Finanze, Yanis Varoufakis, il lunedì all'indomani del referendum, adesso si è dimessa anche la sua vice, Nadia Valavani. Con una lettera inviata questa mattina al premier greco Alexis Tsipras, Valavani ha annunciato le sue dimissioni: "Alexis, non posso più far parte di questo governo", ha scritto, come riferisce il quotidiano To Vima. A suo parere le misure di austerità porteranno il paese su una via senza ritorno. Nadia Valavani era incaricata in seno al ministero delle questioni fiscali e delle privatizzazioni. ella sua missiva Valavani sottolinea che l'intenzione (del governo di Berlino) è che l'attuale governo approvi le nuove misure di austerità, solo per cadere in un secondo tempo e essere sostituito da un governo di "volenterosi". Inoltre, Valavani afferma che la "capitolazione" concordata dal governo greco non consente alcuna prospettiva per una ripresa e che "questa soluzione particolare, che viene eseguita in modo così deprimente, non è una soluzione sostenibile". Il ministro uscente conclude la sua lettera ringraziando il premier Alexis Tsipras per l'opportunità offertale ed esprimendo la speranza che "la lotta" proseguirà.

Il ministro dell'Energia greco e leader dell'ala radicale di Syriza, Panagiotis Lafazanis, ha preannunciato di voler votare 'no' al pacchetto di misure concordate con l'Eurogruppo in discussione in queste ore al Parlamento ellenico. "I greci - ha detto Lafazanis - non hanno votato Syriza perche' venga approvato un nuovo programma di misure di risparmio distruttive per il Paese".

La presidente del Parlamento greco Zoe Constantopoulou, parlando in qualità di deputata del suo partito Syriza, ha chiesto ai 300 parlamentari della Camera di non approvare un pacchetto di misure di austerità richieste dai creditori del Paese in cambio di un terzo piano di salvataggio. Lo riferiscono media ateniesi. "Questo Parlamento non deve accettare il ricatto dei creditori", ha detto Constantopoulou prima della cruciale votazione del Parlamento prevista per questa sera. "In piena conoscenza di quanto queste circostanze siano cruciali... penso che sia dovere del Parlamento di non permettere che questo ricatto si materializzi", ha aggiunto la presidente della Camera secondo cui "i creditori devono rispettare le procedure del Parlamento" (greco) ed ha detto di disapprovare la pressante scadenza posta per il voto. Constantopoulou è un'esponente dell'ala radicale di Syriza e fortemente contraria all'accordo raggiunto dal governo di Atene con i creditori.

Tsipras, inoltre, si è rivolto al Parlamento sfidando i "ribelli" del suo partito: "Ho esaurito tutte le mie capacità di negoziazione e ogni possibile soluzione - ha detto -. Se qualcuno ha una soluzione alternativa me la dica". E ancora: "Nessuno può mettere in dubbio il desiderio e gli sforzi fatti dal Governo per trovare una soluzione accettabile per tutti". 

 

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grecia tsipras parlamento
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