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Esteri

Tensione alle stelle in Turchia dove il governo ha minacciato di ricorrere all'esercito per domare le proteste che da tre settimane scuotono il Paese. "Quel che ci si chiede e' mettere fine alle proteste che sono illegali: c'e' la polizia, se non basta c'e' la gendarmeria (corpo di polizia con organizzazione militare, ndr) e se ancora non basta ci sono le forze armate", ha avvertito il vicepremier, Bulent Arinc. Oer oggi i sindacati hanno invitato i lavoratori a scendere in piazza in segno di protesta contro la dura repressione delle proteste anti-governative. Il ministro dell'Interno turco, Muammer Guler, ha pero' avvertito gli organizzatori che si tratta di una forma di protesta illegale che non sara' tollerata: "C'e' un tentativo di portare la gente in strada attraverso proteste illegali come uno sciopero", ha detto ai giornalisti ad Ankara, "questo non sara' permesso".

Intanto e' emerso che tra le centinaia di persone fermate (oltre 500, solo stanotte, tra Istanbul e Ankara), c'e' anche un italiano, Daniele Stefanini, un fotografo livornese 28enne: e' stato fermato nella metropoli sul Bosforo dopo esser rimasto ferito negli scontri di piazza di domenica. Il ministro degli Esteri, Emma Bonino, ha detto che le sue condizioni di salute non destano preoccupazioni. Il giovane aveva perso i sensi dopo esser stato colpito alla testa, sembra da manganellate della polizia, mentre seguiva gli scontri in piazza Taksim. Portato in ospedale da un avvocato per i diritti umani, e' stato tenuto sotto osservazione e quando, domenica sera, e' stato dimesso, gli agenti lo hanno condotto in questura per accertamenti. E' probabile che venga espulso e che possa rientrare in Italia gia' domani o al piu' tardi mercoledi'.

A Istanbul, Ankara e in varie citta' del Paese i manifestanti si sono scontrati con le forze dell'ordine fino alle prime luci del giorno. Ma stamane la polizia ha levato il divieto di accedere a piazza Taksim, epicentro delle proteste anti-governative e che era stata chiusa dopo lo sgombero forzato di sabato scorsa: la polizia autorizza i pedoni a entrare nella piazza, ma la circolazione dei veicoli continua ad essere limitata; e' stata riaperta anche anche la stazione metro nella piazza, mentre continua a essere isolato parco Gezi, dove non permette l'accesso.

Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha detto di aver visto una reazione della polizia "davvero troppo dura"; e anche il Consiglio d'Europa ha rimarcato che l'uso dei gas lacrimogeni spesso "non e' ne' proporzionato ne' necessario".



Nell'acqua sparata dalla polizia contro i manifestanti a Istanbul c'e' un liquido urticante. Lo ha denunciato il quotidiano turco Milliyet indicando anche la ditta che lo produce -la Jenix- e il numero JNX5073A del bidone il cui contenuto in una foto i poliziotti versano nel serbatoio degli idranti. Gia' da ieri sera circolano su Twitter immagini delle reazioni allergiche che il liquido determina sulla pelle. "Si tratta di una soluzione medica", ha spiegato un imbarazzato Huseyin Avni Mutlu, governatore di Istanbul, che "non contiene prodotti chimici".

Gli scontri tra manifestanti e polizia in varie citta' turche sono stati accompagnati nella notte da oltre 500 fermi; e intanto oggi vari sindacati turchi si preparano a una giornata di scioperi contro il governo. A Istanbul, Ankara e in varie citta' del Paese i manifestanti si sono scontrati con le forze dell'ordine fino alle prime luci del giorno. Secondo l'Ordine degli Avvocati di Istanbul, solo nella metropoli sul Bosforo sono state fermate circa 390 persone, mentre nella capitale la polizia ne ha arrestate altre 150. Lo sciopero e' stato proclamato da due federazioni sindacali; e anche le rappresentanze di medici, ingegneri e dentisti hanno preannunciato che i loro iscritti incroceranno le braccia in segno di protesta per lo sgombero forzato di parco Gezi.

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