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Esteri

di Salvatore Passaro

Avrei dovuto titolare Una repubblica fondata sul caos  l’articolo che pensavo di scrivere oggi sul nostro governo, su questo spettacolo cretino in scena da ormai 4 mesi in cui tutto era già scritto e conosciuto un attimo dopo le elezioni (il Pd sapeva bene dei processi  ormai  ‘a sentenza’ di Berlusconi. Dicendo si a un governo insieme avrebbe di fatto creato un governo a termine. Era quindi in malafede oggi come allora quando dice che se cade è la fine del mondo, oppure per coerenza  morale non dovrebbe farlo decadere….)

Poi ho letto Gas nervino. Gas nervino, 7000 bambini uccisi e 1 milione in fuga.
E mi sono fermato, guardato intorno
Ho avvertito una sensazione di solitudine individuale e di inettitudine nazionale.
Tra noi, tra l’informazione che rappresenterebbe ciò che pensiamo e che accade ne mondo, oltre alla distanza, c’è il nulla .
Poi ho lasciato perdere i nanismi della scena italiana e ho guardato meglio intorno.
Di fronte alla stessa notizia sono rimasto senza conforto.
Damasco è lì, quello che non doveva accadere è già accaduto.
I governi dell’occidente, quelli della democrazia da esportazione,  avvertono gli assassini.
Ma il crimine è già stato commesso.
Cosa vuol dire avvertire? Attenti che se lo fate ancora interveniamo?
Ancora?
Aritmetica: hanno già fatto una strage, se ne fanno un ‘altra saranno due. Solo allora i signori dei governi in nome di Dio ( non esistono solo i musulmani, in God we trust è scritto sul dollaro) si dichiarano disposti dopo due stragi. Anzi, eccidi, o addirittura genocidi…
Quindi agli assassini hanno già condonato un genocidio in pratica…

Ma… prima no?
7000 bambini non potevano essere salvati?
Vale più uno stronzo assassino come Assad di 7000 bambini?

Siamo obbligati all’indifferenza?

Obama gira a vuoto, i sermoni con cui ama parlare agli Usa e al Mondo non sono altro che parole in bocca ad un uomo che fa discorsi altissimi nei significati ma bassissimi nell’azione.
L’Onu affonda in bizantinismi continui, da basso impero veneziano, dice e non dice, condanna ma con i guanti, dice di prendere tempo quando invece perde tempo in ispezioni, analisi verifiche, visite di diplomatiche e  assassini e boia e così via…
Il governo mondiale affidato ad un esercito di feluche…mah..
La Russia di Putin è ormai simbolo di un male impunito. Carica di sangue ceceno, di cospirazioni al polonio annulla giorno dopo giorno vite, diritti, stati, economie in ragione di un suo ricatto energetico e militare continuo (pensate alla Georgia invasa in 10 ore e ridotta al silenzio).
La Cina dei 2 miliardi di cinesi avanza ovunque come l’acqua e non la fermi perchè non hai una ragione per fermarla se non la conservazione ‘della specie’ (oltre alle tasse che non pagano)
E l Europa…è solo un ‘espressione geografica

Il senso del mondo scompare ogni giorno, noi stessi non ne abbiamo più.
Sembra un film  di fantascienza l’ irreale indifferenza dell’opinione pubblica quella vera, quella oceanica che riempie i supermercati, le vie le strade di ogni parte del pianeta.
E l’informazione si è trasformata in sensazionalismo usa e getta, in pochezza espositiva e mediatica.
Titoli deboli sulle prime pagine immersi in puzzle di altre notizie che eliminano la potenza del dramma della realtà. E’ come se le cazzate di casa nostra (accade ovunque s’intende) fossero più importanti delle notizie con cui l’umanità ogni giorno letteralmente si sta facendo a pezzi.
O meglio, è come se una certa umanità stesse facendo a pezzi un'altra .
Se  è questo il nostro viatico allora l’informazione così come la viviamo oggi ha distrutto non la ragione ma  la morale se per morale intendiamo ciò che ci spinge ad agire.
A questo punto averne una non serve più.
Perché si può pure (e si dovrebbe) non essere dei moralisti ma un senso, un comune senso della vita e degli altri che noi chiamiamo etica, un legame di partecipazione ed intervento sulla realtà dovremmo pur conservarlo nella tempo breve in cui ci affacciamo al mondo.
‘Un mondo fondato sul caos.’
Un caos tanto grande da rimpicciolire gli occhi di fronte alla megalopazzia di ogni angolo del mondo. Che ci chiama ad un’ immersione nel caos da cui si emerge senza fiato per prendere aria. E quest’aria è il  nome del bisogno di una sottile, profonda, lucida serietà.
La serietà manca come manca l’aria.
Ci vuole serietà per cercare le ragioni del male e del malessere perché di serietà intorno sembra non essercene più.
Questo è il senso della serietà che cercherei in ciò che mi circonda per ridimensionare i falsi drammi, le parole, le piccolezze.
Altrimenti non avrebbe avuto senso l’aver costruito un mondo globale in cui tutto è raggiungibile, tutto è conosciuto, tutto è sotto gli occhi di tutti.

Lo so, lo so: tutti leggendo starete dicendo ‘ che non si può fare niente, che alla gente non gliene importa, che il mondo va avanti così sempre.’
Il problema non è andare avanti, ma dove andare perché anche nel precipitare la direzione è dritta e senza curve.
E poi,
chi è ‘la gente’?
Io, tu, noi . Tutti noi.

Andando a caso: ricordate il massacro di Beslan? E quello di Srebenica? Avete presente che quest’agosto un governo a pochi passi dal nostro in 2 giorni ha massacrato 2000 persone in Egitto?
Ricordate a giugno i fatti di Istanbul?

Damasco.
Ci ricorderemo di Damasco?

 

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