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Usa 2016: Corea del Nord con il "saggio" Trump, Clinton "noiosa"

Con altri candidati, probabilmente l'endorsement di Pyongyang avrebbe imbarazzato a 360 gradi: sia nel fronte repubblicano sia in quello democratico e invece con il "fattore Trump", sottolinea qualche analista politico americano, "tutto è possibile. Gli schemi tradizionali sono completamente capovolti".

Nella corsa alla Casa Bianca, il miliardario americano ha incassato il sostegno della Corea del Nord. Non un endorsement strettamente ufficiale, ma certo qualcosa di molto simile: un editoriale del quotidiano ufficiale DPRK Today lo definisce un politico "saggio" e un candidato alla presidenza "lungimirante".

Il magnate newyorkese si era detto di recente disposto a incontrare il leader nordcoreano Kim Jong-un e ha anche proposto il ritiro delle truppe americane dalla Corea del Sud. "Ci sono molti aspetti positivi nelle politiche incendiarie di Donald Trump", si legge poi nel testo che fa riferimento ai discorsi del magnate americano.

Secondo gli analisti, l'editoriale probabilmente riflette la linea politica ufficiale. L'autore dell'editoriale, Han Yong-mook - definito dal sito come uno studioso sino-nordcoreano - ritiene che la politica di Trump potrebbe rendere concreto il sogno nordcoreano 'Yankee Go Home'. Di qui l'invito agli americani a votare Trump alle elezioni invece che la "noiosa" candidata democratica, Hillary Clinton. Uno stile che riprende l’abitudine di Trump di affibbiare nomignoli non sempre gentili ai suoi avversari.

La candidata democratica è stata poi criticata per voler adattare "il modello iraniano alla soluzione delle questioni nucleari nella penisola coreana". L’editoriale coreano sembra una risposta diretta alla proposta lanciata poche settimane fa proprio da Donald Trump che aveva annunciato come, da presidente degli Stati Uniti, sarebbe pronto a parlare direttamente con il leader nordcoreano per fermare i programmi nucleari del Paese. "Metterei un sacco di pressione sulla Cina perché economicamente abbiamo un enorme potere sui cinesi" aveva detto riferendosi al fatto che Pechino è uno dei maggiori sostenitori del regime di Pyongyang e che la quasi totalità degli scambi commerciali verso il Paese passano dalla Cina. "Propaganda elettorale" l’aveva bollata un alto ufficiale nord coreano, spiegando però che l’ultima parola sugli incontri ufficiali spetta al leader. E l’editoriale è già una probabile apertura al dialogo e alla diplomazia.

 

(Articolo in fase di aggiornamento)

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