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Esteri

 

La Marina Militare americana ha dato ordine alla portaerei a propulsione nucleare 'Uss Nimitz' e alla sua squadra navale, comprendente quattro cacciatorperdiniere e un incrociatore, di fare rotta dall'Oceano Indiano verso ovest, attraversando il Mare Arabico in direzione del Mar Rosso: lo hanno riferito fonti riservate del Pentagono, secondo cui per il momento non e' previsto che sia loro ordinato di raggiungere il Mediterraneo orientale, in vista dell'annunciato intervento militare contro il regime siriano, ma e' stato comunque deciso di far avvicinare il gruppo al teatro operativo qualora fosse "necessario" farvi ricorso. "Cerchiamo di ridurre tempo e spazio in modo da poter essere pronti in caso di bisogno", hanno spiegato le fonti. Al largo della costa della Siria gia' incrociano altri cinque cacciatorperdiniere Usa armati di missili da crociera, da utilizzare per l'attacco. Di recente vi e' stato fatto aggiungere anche un mezzo anfibio.

 

In Francia il governo fornira' ai membri del Parlamento le prove della responsabilita' del regime di Bashar al-Assad nell'attacco con missili al gas nervino del 21 agosto alla periferia di Damasco: lo hanno riferito fonti governative. "Si trattera' di una gamma di elementi probatori di generi diversi, che permettera' do identificare con chiarezza il regime siriano quale responsabile dell'attacco chimico del 21 agosto", hanno spiegato le fonti. Il presidente francese Francois Hollande e' il piu' convinto sostenitore dell'intervento militare annunciato due giorni fa dal collega americano, Barack Obama.

"Il Medio Oriente e' una polveriera a cui si sta avvicinando del fuoco". Lo ha affermato il presidete sirianno Bashr al Assad in un'intervista a Le Figaro in cui il leader siriano mette in guardia sulle conseguenze di un intervento armato da parte dell'Occidente. "Tutto il mondo - si legge - perdera' il controllo della situazione perche' la polveriera esplodera'. Il caos e l'estremismo si espanderanno. Il rischio di una guerra regionale esiste".

LA RUSSIA - Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha definito "molto strane" le dichiarazioni del segretario di Stato americano, John Kerry, secondo il quale Washington ha presentato prove inconfutabili sull'uso di armi chimiche da parte del regime in Siria, che pero' la Russia ha ignorato.

 

Obama e Hollande "sono stati incapaci di fornire le prove alle loro nazioni" di un attacco chimico da parte dell'esercito siriano. Lo ha affermato Assad chiedendosi "dove e' la logica" del fatto che la Siria debba usare le armi di distruzione di massa "nella sua stessa area" ferendo anche dei suoi soldati. "Ci hanno mostrato alcuni materiali che non contengono nulla di specifico, e che non ci convincono", ha ribadito Lavrov parlando davanti agli studenti dell'Universita' moscovita 'Mgimo'.

"E' molto strano sentire dal mio caro amico, il segretario Kerry, che la parte americana ha fornito alla Russia dati inconfutabili sul fatto che il regime siriano ha usato armi chimiche, ma che i russi hanno deliberatamente rifiutato di riconoscere questo fatto", ha osservato Lavrov parlando davanti agli studenti dell'Universita' 'Mgimo' di Mosca. Il capo della diplomazia del Cremlino ha poi ricordato come la Russia, su richiesta di Damasco, abbia condotto una sua indagine circa il presunto ricorso ad armi chimiche in marzo a Khan al-Assal, presso Aleppo, e abbia quindi fornito una relazione al Consiglio di Sicurezza dell'Onu. "Su questo documento, ha denunciato il ministro, "non abbiamo ricevuto risposte ne' dagli Stati Uniti ne' dai britannici, ne' dai francesi ne' da chiunque altro".

"Non ci sono ne' mappe geografiche ne' nomi ne' alcuna prova che che i campioni siano stati prelevati da professionisti", ha proseguito il ministro, "e neppure contenevano alcun commento sul fatto che molti esperti hanno messo in forte dubbio i video che girano su Internet".

Rimane ancora valido l'invito al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, a recarsi nella Federazione Russa in visita ufficiale, e Mosca spera che sara' accolto: lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, parlando davanti agli studenti dell'Universita' moscovita 'Mgimo'. "Contavamo di ricevere Obama", ha raccontato Lavrov, "erano stati preparati diversi accordi. L'invito al presidente americano resta valido, come pure l'insieme dei documenti che avevamo preparato", ha aggiunto, ricordando che la Casa Bianca ha annullato il vertice bilaterale con Vladimir Putin, previsto in settimana alla vigilia della riunione del G20 a San Pietroburgo.

333  398x174<i>Sul web circola la foto Afp di Kerry a cena con Assad nel 2009. E' bufera</i>

S.SEDE - "La via di soluzione dei problemi della Siria non puo' essere quella dell'intervento armato. La situazione di violenza non ne verrebbe diminuita. C'e', anzi, il rischio che deflagri e si estenda ad altri Paesi". Lo afferma il segretario del Pontificio Consiglio Giustizia e Pacem il vescovo salesiano Mario Toso, che ha commentato alla Radio Vaticana l'appello del Papa perche' sia evitato l'intervento militare. "Il conflitto in Siria - spiega monsignor Toso - contiene tutti gli ingredienti per esplodere in una guerra di dimensioni mondiali e, in ogni caso, nessuno uscirebbe indenne da un conflitto o da un'esperienza di violenza".

"L'alternativa - sottolinea il presule - non puo' essere che quella della ragionevolezza, delle iniziative basate sul dialogo e sul negoziato". Insomma, per il numero due del dicastero Giustizia e Pace, "occorre cambiare strada. Occorre imboccare senza indugio la via dell'incontro e del dialogo, che sono possibili sulla base del rispetto reciproco, dell'amore". Il drammatico appello lanciato ieri da Papa Francesco, per monsignor Toso ricorda anche lo "spirito d'Assisi" che "si e' sperimentato - e continua a propagarsi - nel mese dell'ottobre 2011, attorno a Papa Benedetto XVI, continuando le giornate promosse da Giovanni Paolo II". C'e' bisogno di "segni di pace", che, dice il vescovo, "muovono le persone piu' dei bei discorsi. C'e' bisogno di essere pellegrini della verita', pellegrini della pace. La costruzione della pace dipende dalla ricerca appassionata della verita' sull'uomo, sul mondo e su Dio. Dipende, in particolare, dalla comunione con Lui, dalla preghiera che si traduce in atti di giustizia". "Al potere ideologico della violenza che annienta l'avversario va sostituito - auspica il presule - il potere dell'amore che sollecita alla cura di cio' che e' comune. Il vero potere e' l'amore, che implica una passione per il bene degli altri, come suole dire Papa Francesco. L'amore potenzia gli altri, suscita iniziative di collaborazione per la giustizia e la pace".

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