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Expo in città 2015, presentata la mostra più attesa: La grande madre

Si tratta di una delle mostre più attese dell'iniziativa "Expo in città" dedicata a tutti gli appassionati di arte contemporanea. "La Grande Madre" prodotta da Fondazione Trussardi (con il supporto di BNL Paribas) è stata presentata a Palazzo Reale di Milano dal curatore Massimiliano Gioni e dall'Assessore alla Cultura di Milano Filippo Del Corno. Per il momento (la mostra si apre il 25 agosto) sono stai coinvolti 127 artisti che saranno disposti su 2mila metri quadrati nella prima collaborazione tra Comune e Fondazione.

La mostra, che aprirà al pubblico dal 26 agosto al 15 novembre 2015, è il frutto di una collaborazione tra istituzioni pubbliche e private nella condivisione di un progetto che porta la grande arte contemporanea, anch e nelle sue dimensioni più attuali e innovatrici, nello spazio espositivo più p restigioso della città, rappresentando l’evento di punta del calendario di Expo in città n el secondo trimestre di Expo 2015. “Il palinsesto di Expo in città propone una mostra p restigiosa, ospitata in una delle sedi espositive più visitate d’Italia, Palazzo Reale, ch e chiude il cerchio di una proposta completa sull’arte, le sue stagioni e i suoi lingua ggi. – ha dichiarato l’ Assessore alla Cultura Filippo Del Corno – Una proposta che non solo offrirà al pubblico la po ssibilità di compiere un viaggio straordinario nella storia d ell’arte e della cultura italiana e internazionale, ma sarà anche un’occasione speciale di approfondimento sulla figura della madre, che più di tutte incarna l’idea della nutrizione, tema centrale di Expo 2015. Un risultato reso possibile grazie alla Fondazione Nicola Trussardi nel quadro di un ampio dialogo tra pubblico e privato, stretti in un ’alleanza per la diffusione dell’arte e della cultura”.

"La Grande Madre offre uno sguardo sulla maternità e sulla condizio ne femminile filtrato attraverso un secolo di opere d'arte, che ripropong ono questioni oggi non solo presenti ma spesso ancora irrisolte – ha sottolineato Beatrice Trussardi, Presidente della Fondazione Nicola Trussardi – Questo ci permette di affrontare le problematiche legate al tema generale di Expo secondo una prospet tiva di genere che ribadisce la centralità delle donne nella società, ruolo molto s pesso non adeguatamente riconosciuto. Nonostante gli enormi passi avanti fatti negli ulti mi decenni e le azioni sociali e politiche di difesa della donna che hanno contributo a diffon dere conoscenze e diritti anche nei paesi più poveri, molti sono i pericoli che oggi mi nacciano di rallentare o ostacolare il percorso di emancipazione femminile. Per questo mot ivo La Grande Madre può e deve essere un'occasione importante per riflettere sui v alori di cui la presenza della donna è portatrice in ogni settore sociale, contribuendo a rendere Expo una piattaforma di idee e progetti concreti per lo sviluppo del pianeta.”

GUARDA LA VIDEOINTERVISTA DEL DIRETTORE DI AFFARITALIANI.IT ANGELO MARIA PERRINO
A BEATRICE TRUSSARDI

 

Gioni che parla di una mostra "Che ha una famiglia allargata ed è decisamente distante dalla dall'immagine rassicurante della madre perché, citando Barbara Kruger, nel corso del '900 la maternità diventa un campo di battaglia". Così "La Grande Madre" diventa l'occasione per fare una mostra politica, che indaghi la rinegoziazione del sé, che metta in luce quella che è stata una condizione a dir poco drammatica nel secolo breve: una mostra che parla di padri padroni, di stato, di regime, e poi si apre alla forza e al potere della donna durante le rivolte femministe, in un secolo di storia che attraverserà visioni e tensioni: di donne che mettono al mondo loro stesse, di rappresentazioni di infanticidi per sfuggire al dramma di un figlio che avrebbe pregiudicato la carriera. Attraverso le opere di centoventisette artiste e artisti internazionali e con un allestimento che si estenderà su una superficie di circa 2.000 metri quadrati al piano nobile di Palazzo Reale, La Grande Madre analizzerà l'iconografia e la rappresentazione della maternità nell'arte del Novecento, dalle avanguardie fino ai nostri giorni. Dalle veneri paleolitiche alle “cattive ragazze“ de l post-femminismo, passando per la tradizione millenaria della pittura religiosa con le sue innumerevoli scene di maternità, la storia dell’arte e della cultura hanno spesso posto al proprio centro la figura della madre , a volte assunta a simbolo della creatività e meta fora della definizione stessa di arte. La Grande Madre sarà una mostra sul potere della donna: non solo sul potere generativo e creativo , ma soprattutto sul potere negato alle donne e sul potere conquistato dalle donne nel corso del Novecento. Partendo dalla rappresentazione della maternità, l’esposizione si amplia per passare in rassegna un secolo di scontri e lotte tra emancipazione e tradi zione, raccontando le trasformazioni della sessualità, dei generi e della percezione del corpo e dei suoi desideri.

Riferimenti anche a Sigmund Freud e alle sue osservazioni sul complesso di Edipo che avevano trasformato i rapporti familiari e le relazioni tra madri e figli in un dramma di desideri sessuali e tensioni represse che avrebbero segnato l’intero Novecento.

Qualche nome? Alice Guy Blachè, Kubin, Munch, Brancusi, il Boccioni talmente interventista e "duro” che dedicò alla mamma qualcosa come 50 dipinti, la futurista Benedetta, Hannah Höch, Francis Picabia e Duchamp, sia con Fontana che con una miniatura de Il Grande Vetro. E già questo potrebbe garantire code all'ingresso e, non osiamo immaginare, quanti selfie e simili. Ma non è finita: ci saranno i corpi nudi di Magritte, i 50 disegni de La donna a 100 teste di Max Ernst, Meret Oppenheim, Frida Khalo, Ana Mendieta, Louise Bourgeois, Valie Export, Carla Accardi, Yoko Ono. Una mostra che è anche un tributo alla celebre "L'altra metà dell'Avanguardia", che Lea Vergine curò a Palazzo Reale nel 1980 e che ripercorrerà in una intervista in catalogo. Poco contemporaneo ancora? E allora eccoci: Rosemarie Trockel, Cindy Sherman, Sarah Lucas, Pipilotti Rist con un video ad hoc, Marlene Dumas, Natalie Djurberg, Thomas Schütte, Nari Ward, Kara Walker, Camille Henrot e poi le foto di Life che mostrarono per la prima volta, nel 1968, come si sviluppa un feto nell'utero della madre e anche Nicholas Nixon, con uno splendido lavoro fotografico: dal 1975, ogni anno, l'artista fotografa 4 sorelle nella stessa posa, e con i cambiamenti del tempo. "Anziché pensare all'arte come un padre edipico, come potere e uomini, probabilmente è sempre meglio pensarla come l'unione tra tante sorelle", chiude Gioni. Tutte madri, tante.

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