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Fatti & Conti

In collaborazione con www.professionisti.it

Gli elevati tassi di disoccupazione degli ultimi anni hanno raggiunto picchi allarmanti e trovare un lavoro stabile è difficile per chiunque. Ancora di più lo è per quelle fasce di lavoratori considerati deboli, per i quali il reinserimento nel mondo del lavoro diviene davvero utopistico. Per questo, dal 30 luglio scorso, per incentivare i datori di lavoro ad assumere un lavoratore appartenente a una di queste categorie, sono stati introdotti degli sgravi contributivi, la cui disciplina è stata meglio precisata dall’INPS, con il messaggio n. 12212/2013. Più in dettaglio, l’Ente previdenziale considera diverse categorie di lavoratori “deboli”, ai fini della fruizione dei benefici. La prima di queste, riguarda tutti i lavoratori, di sesso maschile e femminile, con più di 50 anni d’età e senza impiego da un anno. Le successive categorie “protette” riguardano l’occupazione femminile: beneficia degli sgravi l’assunzione di donne (di qualunque età) residente in una zona “svantaggiata” e disoccupate da più di 6 mesi. I medesimi benefici sono fruibili dalle donne, di qualunque età e ovunque residenti, disoccupate dal almeno 6 mesi, che abbiano una formazione o cerchino un impiego in settori dove statisticamente siano occupati in maggioranza lavoratori di sesso maschile.

Infine, i benefici sono egualmente fruibili per l’assunzione di ogni donna, a prescindere dalla residenza e dall’età, che sia disoccupata da almeno un biennio. Lo stato di disoccupazione delle donne, ai fini della fruizione dello sgravo contributivo, è da intendersi come l’assenza di un lavoro regolarmente retribuito di durata inferiore ai 6 mesi (nel semestre o nel biennio precedente). Egualmente, lo stato di disoccupazione può considerarsi tale se una donna non abbia avviato un’attività autonoma il cui reddito fosse superiore o pari al reddito annuo minimo personale lordo. Lo sgravio contributivo, connesso all’assunzione di un lavoratore appartenente alle categorie sopra elencate, comporta una riduzione del 50% dei contributi dovuti. I benefici sono fruibili anche per contratti a tempo parziale, in regime di somministrazione, di associazione in forme cooperative e trasformazione di un contratto di lavoro agevolato. La durata dell’agevolazione è di 12 mesi che, in caso di rapporto a tempo indeterminato, viene elevata a 18 mesi; il beneficio è fruibile anche per la proroga del contratto a termine, purché non sfori i 12 mesi. Non godono dello sgravo contributivo i rapporti di lavoro domestici, ripartiti e intermittenti. Previste dalla riforma del lavoro Fornero, tali agevolazioni hanno la finalità di spronare i datori di lavoro a occupare nelle loro realtà lavorative lavoratori che, per motivi di genere o anagrafici, verrebbero altrimenti esclusi dal mondo del lavoro.

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