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Fatti & Conti
Cancellieri: la tragedia sono i giovani sfiduciati

di Massimo Pittarello (@gingerrosh)

Lo ripete, non vuole essere chiamata ministra. Anna Maria Cancellieri, nel nuovo ruolo di scrittrice, non replica nemmeno alla polemica di Panariello, concedendo alla vanità solo un foulard colorato e una battuta: “sulla copertina del libro sembro più giovane”, confessa mentre entra a Palazzo Santa Chiara a Roma per registrare “Roma InConTra”, trasmissione televisiva in onda il mercoledì in seconda serata su 17 emittenti regionali e sul 518 di Sky. L’intervista del padrone di casa, Enrico Cisnetto, inizia proprio da “Una vita bellissima” (Mondadori), un’autobiografia a ruoli invertiti, in cui l’intera esistenza trascorsa nelle istituzioni è lo sfondo, la chiave interpretativa per capire la storia repubblicana e l’Italia di oggi.

Lei dice di aver scritto questo libro anche pensando a tanti giovani sfiduciati ….
Quando ero giovane non avevamo molto, a Roma si viveva nelle baracche. Però c’erano valori, regole solide che ora vedo traballare. Credevamo nel Paese, nella volontà, nell’impegnarsi. Oggi i giovani non credono più nel Paese e pensano di non poter dimostrare qui quello che valgono. Vogliono solo andarsene, ma così finiremo per perdere la meglio gioventù. A noi bastava studiare e un’opportunità arrivava. Ora si possono laureare con 110 e lode e fare tutti i corsi e concorsi che vogliono, ma nel mondo del lavoro conta più l’appartenenza del merito. Questa è una tragedia. Abbiamo perso la linfa vitale, la futura classe dirigente.

Ma lei si sente parte della classe dirigente che ha alimentato questo clima?
C’è un clima collettivo di sfiducia che certamente è la certificazione degli errori commessi dalla classe dirigente, di cui io faccio parte.

E cosa si rimprovera?
Mi rimprovero di non aver lottato con durezza contro la perdita dei valori della meritocrazia. Abbiamo visto crescere il nulla rispetto a persone che invece si impegnavano veramente. Avremmo dovuto reagire con più forza..

Tornerebbe a fare il ministro?
Il momento storico in cui è arrivato il governo Monti non si ripeterà.  Se ci fossero le stesse condizioni ora, rifarei il ministro. E non dormirei la notte per fare ancora di più quello che si è fatto.

Monti come politico, però, ha deluso molti, anche tra quelli che erano i ministri del suo governo..
Finché Monti è stato capo del governo lo ha fatto con estrema dignità e volontà e io l’ho apprezzato moltissimo. La sua scelta politica, che forse ha deluso qualcuno, rientra nelle scelte che appartengono agli uomini. Io non l’ho seguito perché ho un’altra natura.

Si è mai iscritta a qualche partito in passato?
Non mi sono mai iscritta a nessun partito, però nella Prima Repubblica votavo repubblicano.

C’è un capitolo del libro dedicato alla “vicenda Ligresti” che la coinvolse quando era Ministro della Giustizia.
Giulia Ligresti rischiava il suicidio perché anoressica. Ho fatto quello che qualsiasi ministro dovrebbe fare: ho avvisato il carcere del pericolo per un detenuto in pericolo. Non ho fatto nulla perché venisse scarcerata, come ha certificato lo stesso procuratore Caselli. Non è colpa mia se Antonino (Ligresti, ndr) aveva il mio numero. Ho fatto un solo errore: la telefonata di solidarietà alla moglie dell’ingegnere. Ho fatto prevalere i sentimenti, anche se questo non ha mai intaccato il mio ruolo o il mio mandato.

Però le è arrivata addosso una valanga…
Perché in quel momento politico dovevano farmi fuori. La politica è dura quando vuole. Lo scopo era far cadere il governo Letta e se il Ministro della Giustizia fosse caduto, probabilmente sarebbe saltato anche il governo. Avevo anche detto a Letta che ero pronta alle dimissioni, ma per la debolezza dell’esecutivo, non era possibile un rimpasto e non potei farlo.

In questi giorni in Parlamento si discute il disegno di legge anticorruzione.
La corruzione è diffusissima nel nostro paese e le troppe norme aiutano queste terribili pratiche. Se avessimo leggi molti semplici e trasparenti potremmo controllare meglio le situazioni, ma nelle pieghe delle procedure complesse si infila di tutto.

Si sente di sposare le tesi dei radicali sulle carceri?
Io con i radicali sulle carceri mi sono trovata sulla stessa lunghezza d’onda. La situazione carceraria richiede un grosso impegno. Personalmente, cercherei di ampliare al massimo le opportunità di lavorare all’interno dei penitenziari. Quando sono arrivata io i detenuti stavano 22 ore al giorno nella stessa cella. Come fa poi un detenuto, quando esce, a reinserirsi?

Cantone sostiene di voler “tagliandare” la Severino. E’ d’accordo?
Non si può cambiare una legge perché oggi c’è un caso e domani un altro. La proposta di Cantone sulla Severino è interessante, ma le modifiche devono essere fatte seriamente. La Severino, inoltre, nella parte sugli amministratori locali era di competenza del Ministero degli Interni, quando io ero al Viminale. Quella legge fu approvata in un momento particolare, che ha portato l’intero Parlamento a votarla. Ora, possiamo riflettere sul reato di abuso d’ufficio, che resta un reato importante, e valutarne l'impatto nelle varie circostanze, ma non dobbiamo farci condizionare dall’emotività del momento.

Nel 2013 Scelta Civica la candidò per il Quirinale, e lei raggiunse, alla fine, 78 voti sui 69 iniziali del partito. Ci ha mai sperato veramente?
Non ho mai creduto fosse possibile andare al Quirinale. Ringrazio Monti per avermi candidato, ma era ovvio che sarei stata solo un candidato di bandiera. 

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