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Fatti & Conti


Di Francesca Immacolata Chaouqui

La festa del lavoro è una festa di origine americana: ricorda il riconoscimento del diritto alla giornata lavorativa di otto ore. Aveva un senso preciso quando fu istituita, nei primi del '900: la celebrazione di un successo della classe operaia. Ebbene oggi in Italia ci sono tanti successi da festeggiare. Su qualsiasi media oggi il trend è lo story-telling delle vittime della crisi, degli imprenditori suicidi, dei licenziati, degli esodati, dei giovani che non trovano lavoro, dei ricercatori che emigrano.

Non è tutto qua però.

L'italia non ha solo queste di storie da raccontare.

Ne ha 1000 altre.

Roma. Centro. Famoso Salone di Bellezza, 35 anni di presenza sul mercato, un'istituzione per attrici e donne del bel mondo romano. Vi lavorano 12 persone. Dal 2011 clientela si è dimezzata. Claudio, il proprietario, ha chiesto un mutuo per pagare le tasse ma non ha licenziato nessuno, si è tirato su le maniche, ha iniziato a tenere aperto di lunedì, ha iniziato a scherzare con le sue clienti, facendosi pagare la piega quanto e quando potevano. "C'è la crisi? Moriremo di stenti e privazioni? Non facciamoci trovare in disordine, per Bacco!" Il suo slogan che risuona come un inno alla vita, alla cura di se stessi.

Fabio, 22 anni, studente di giurisprudenza a Roma. Papà, piccolo imprenditore marchigiano nel settore delle calzature. Crisi e calo delle vendite. Fabio mette in palio le scarpe del papà in una riffa virtuale, 1 euro per comprare un numero su 90, 15 estrazioni giornaliere, se viene estratto il tuo numero ti porti a casa un paio di scarpe del valore commerciale di 150 euro. Fabio salva così i 30 posti di lavoro in esubero. L'azienda registra un 5 per cento di crescita del fatturato rispetto allo stesso periodo nell'anno precedente.

Daniele, 35 anni, due figlie, una moglie, un affitto, un gatto. Faceva l'operaio, l'hanno licenziato. Appassionato di fotografia, faceva servizi per gli amici nel fine settimana. Di necessità virtù e Daniele decide di vendere su Groupon book fotografici, 150 scatti, 10 foto elaborate, prezzo irrisorio. Una reflex, la vespa e il coraggio di un sogno. Daniele guadagna ora 3 volte l'equivalente del suo stipendio da operaio.

Eccoli gli eroi di oggi. Eccole le storie della crisi che nessuno racconta mai. Sono loro i miei eroi del primo maggio anche se non fanno notizia come chi decide di morire.

Mi dispiace per chi ha deciso di togliersi la vita, mi dispiace per i loro cari, ma quelle persone non sono delle vittime del sistema. Sono vittime di se stessi, della loro mancanza di forza nel reagire. Il sistema siamo noi, noi che l'abbiamo generato e alimentato, noi che, al bivio, possiamo scegliere di farla finita o di continuare a lottare. Il lavoro è un diritto, è un dovere preciso dello Stato favorire le condizioni che permettano alle imprese di generare possibilità occupazionali, promuovere la competitività del mercato del lavoro, il ricambio generazionale, tutelare le aree a più bassa densità aziendale. Ma lo Stato non può sostituirsi alla volontà e all'ingegno dell'uomo. Non può creare quella spinta che naturalmente porta al voler migliorare le proprie condizioni ma può anzi deve favorirla mettendo in atto misure che ne rendano più facile l'attuazione. Il lavoro è una conquista, il frutto di un percorso di specializzazione, è la capacità di cambiare direzione quando le condizioni non sono favorevoli. Noi Italiani siamo un popolo di fantasisti, siamo inventori e imprenditori. Ce l'abbiamo sempre fatta, anche quando ci davano per spacciati. Ci siamo messi a costruire automobili, a tessere sete e lane pregiate, a fare film, a inventare tecnologie sofisticate, a coltivare campi di frutti esotici, a decorare maioliche. Quelle generazioni hanno convinto i loro figli a studiare e siamo diventati professionisti di primo livello, medici, avvocati, ingegneri, giornalisti, parliamo 3 lingue, facciamo conferenze ovunque nel mondo, scriviamo libri. Siamo italiani, siamo i Giuseppe Giangrande, un uomo buono, con una vita improntata su coraggio e responsabilità, un eroe.

Siamo sua figlia, siamo le sue parole, splendide, vere, commoventi. Siamo lavoratori e soprattutto brava gente. Ce la faremo.
 

Tags:
eroi
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