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Fatti & Conti
Fattura elettronica, CBI: risparmi per 1,6 mld, ora via con il b2b

Di Marco Scotti
@marcoscotti83

È uno dei temi che hanno maggiormente coinvolto l’opinione pubblica nell’ultimo periodo: quali benefici si possono ottenere dalla fatturazione elettronica? È davvero un toccasana per imprese e Pubblica Amministrazione? E i risparmi a quanto ammontano? Ha risposto a tutte queste domande Liliana Fratini Passi, direttore generale del consorzio CBI (Customer to Business Interaction), tra le voci più autorevoli in materia.

Dottoressa Fratini Passi, da meno di un mese è attivo il sistema di fatturazione elettronica verso tutte le PA, dopo che già dall’anno scorso era stato attivato nei confronti dei fornitori della PA: ci vuole ricordare le principali peculiarità?
Il primo impianto normativo è la Finanziaria 2008, che già all’epoca aveva sancito l’obbligatorietà dell’invio della fattura elettronica per i fornitori della PA. Nel 2013 si è sancito l’utilizzo della fattura elettronica per tutte le PA, sia centrale che locali. Il primo passaggio pratico, poi, è stato l’obbligo per le Pubbliche Amministrazioni centrali (circa 9.000) dal 31 marzo del 2014. Questo ha interessato i ministeri, l’Inail, gli enti previdenziali e altre strutture. Ora quest’obbligo è stato esteso anche alla PA locale, dallo scorso 31 marzo 2015 abbiamo completato l’obbligo di fatturazione per quelle circa 13.000 PA che sono state interessate da questo ultimo completamento di obbligo di fattura elettronica. La prima e più importante imposizione per il fornitore è quella di inviare e archiviare elettronicamente le fatture, pena il mancato pagamento da parte della amministrazione pubblica.

Come sono andati questi primi 20 giorni?
Abbiamo 449 soggetti non ancora registrati sull’Ipa, l’Indice delle Pubbliche Amministrazioni che devono censirsi per dichiarare il loro codice di raggiungibilità. Il rodaggio prosegue ma siamo sicuramente sulla buona strada. La cosa interessante che va detta per il periodo 1-31 marzo è che il sistema di interscambio, gestito da Sogei, ha ricevuto correttamente 577.861 file di fatture elettroniche, l’85% sono stati inoltrati alle PA, il 15% scartati per errori o per impossibilità di recapito. Questo 15% è un trend già in netta diminuzione. Nelle prime settimane di aprile i numeri di fatture elettroniche si sono quadruplicate.

Che ruolo sta avendo il consorzio CBI in questa trasformazione epocale?
Come consorzio CBI da anni cerchiamo di offrire servizi a valore aggiunto, siamo quella struttura che a livello di sistema ha definito da anni le regole. Le specifiche e i format della fattura elettronica sono stati resi da noi disponibili già dal dicembre 2013, ben prima rispetto a tutte le scadenze di legge.

Ci vuole spiegare come funziona, all’atto pratico, la nuova fattura elettronica?
La fattura diventa un documento informatico che contiene tutte le informazioni rilevanti ai fini della normativa vigente. Dopo una predisposizione del documento informatico, ogni singolo documento va firmato con la firma elettronica. A questo punto si è pronti per l’invio vero e proprio. L’interscambio può essere fatto o tramite Pec o tramite intermediario, come CBI. L’intermediario deve conservare la fattura, per i canonici 10 anni. Ma non c’è più carta, con conseguente risparmio per aziende e PA.

Siete riusciti a quantificare questi risparmi?
Si può passare da un risparmio di 1-2 euro (quello sul francobollo, per intenderci) fino a 65 euro all’anno quando la fatturaè integrata con il suo ciclo di rendicontazione. Altri risparmi sono di circa 17 euro, di cui 14 per minore impiego di manodopera e 3 euro per la riduzione dei luoghi fisici di cui l’azienda è obbligata a dotarsi per archiviare le fatture. Soltanto con l’introduzione della fattura elettronica per il b2g (business to government, ndr) abbiamo 1,6 miliardi di euro di vantaggi. Con il b2b (business to business, ndr) abbiamo un 3% di pil di migliore efficienza.

Quindi è prevista l’estensione della fatturazione elettronica anche per i rapporti tra privati?
In questi giorni, oltre a festeggiare il Natale di Roma, dovremmo anche celebrare le misure di semplificazione che il Governo vuole portare avanti: si vuole, infatti, introdurre la fatturazione elettronica anche nel b2b. Il tutto verrà realizzato prevedendo dei benefici per le aziende che adottino questo sistema: nello specifico, sembra che sarà ridotta l’incidenza dello spesometro.

È un sistema più sicuro quello della fattura elettronica? Non si rischia di alimentare ulteriormente l’evasione?
Sicuramente il fisco, prima di rendere disponibile la fatturazione elettronica tra privati, dovrà creare infrastrutture adatte ad aumentare i controlli. È vero, si deve fare un atto di fiducia, ma questo non vuol dire che non si possano mettere a punto degli strumenti che verifichino quanto avviene tra i privati.  

Tags:
fattura elettronicacbirisparmi
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