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Fatti & Conti
Il mercato bio sale al 59% del totale Terzo anno consecutivo in crescita

di Paola Serristori

In Italia la crisi non ha colpito il mercato dei prodotti biologici. Per il terzo anno consecutivo cresce la richiesta: nel 2014 il 59% dei consumatori ha comprato “naturale”. La rilevazione, effettuata da Nomisma, su incarico di BolognaFiere ed in collaborazione con Federbio, viene presentata oggi all'apertura del salone SANA, Bologna 6-9 settembre, da oltre 25 anni l'evento di riferimento in Italia dei prodotti biologici, naturali e di erboristeria. Dopo i saluti introduttivi del Presidente di BolognaFiere, Duccio Campagnoli, per il governo riferisce Andrea Olivero, Viceministro alle Politiche Agricole e Forestali con delega all'agricoltura biologica e alla biodiversità. Si consolida la tendenza emersa già dal 2012, quando al biologico si era avvicinato il 53,2% degli italiani, poi 54,5% nel 2013. L'incremento è pari a + 5,8% nel triennio. Solo il 41% degli italiani, ben al di sotto della  metà della popolazione complessiva, dichiara di non aver mai acquistato un prodotto bio negli ultimi dodici mesi. Tra chi invece nello stesso periodo ha fatto almeno un acquisto, il 37% dichiara di consumare prodotti bio almeno una volta alla settimana, il 22% ogni giorno.

Il Salone Internazionale del Biologico e del Naturale offre una cartina di tornasole dei consumi interni in una diversa prospettiva. E' quasi certo che l'andamento positivo sia una conferma del disallineamento delle capacità di spesa degli italiani. Chi sceglie prodotti naturali è consapevole di pagare un prezzo superiore rispetto alla merce “convenzionale”, non biologica, dichiara un reddito familiare alto, anche se è attento alle promozioni e sceglie in base all'origine del prodotto, poi prezzo, infine marca. Si preferiscono i prodotti biologici italiani. Sarebbe interessante sapere se questo consumatore è interessato alle eccellenze del Made in Italy, e dunque i due segmenti di mercato sono in parte sovrapponibili, oppure prevale tout court la valutazione salutista. Il report non lo dice, annotando però che il 78% dei consumatori è vegetariano o vegano.

Il consumatore abituale di alimentazione naturale pratica attività fisica. La spesa viene fatta per lo più da donne, tra i 30-44 anni, con un figlio piccolo, nel Centro-Nord, in famiglie attente allo smaltimento differenziato di rifiuti. La prima motivazione per comprare bio è la ricerca di cibi più sicuri per la salute (70%). La curiosità di provare un prodotto diverso è determinante per il 45% degli acquirenti, il 41% è attratto dall'inserimento di prodotti biologici nel negozio abituale o, nella stessa misura, dalla presenza di promozioni. Risponde motivi personali, come intolleranze o cambiamenti della propria dieta, il 37%.

A cornice di questa fotografia di mercato, i dati del Sistema di Informazione Nazionale dell'Agricoltura Biologica (SINAB) sulla produzione biologica italiana al 31 dicembre 2013 e di Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA) sulla vendita di prodotti a marchio bio nel canale della grande distribuzione (GDO). Gli operatori biologici certificati in Italia sono 52.383 (erano 49.709 al 31 dicembre 2012). Quindi c'è stato un aumento complessivo del numero di operatori bio del 5,4%. In aumento anche la superficie coltivata secondo il metodo biologico, che risulta pari a 1.317.177 ettari (erano 1.167.362 nel 2012), con una crescita complessiva, rispetto al 2012, del 12,8%.

Nel 2012 il giro d'affari dei prodotti biologici nell'Unione Europea è stato di 21,8 miliardi di euro (fonte: BÖLW - Bund Ökologische Lebensmittelwirtschaft, 2014). In Italia il valore delle vendite di alimenti biologici ha superato i 2 miliardi di euro (+ 7% rispetto al 2011), quarto mercato per valore dei consumi di alimenti bio all'interno dell’UE.

La domanda cresce a valore: + 17% la crescita tendenziale registrata nei primi 4 mesi del 2014 nella GDO per i prodotti a marchio bio confezionati, fonte: Ismea). All'opposto, la crisi economica determina un calo delle vendite dell’insieme dei prodotti alimentari: - 1,52% a valore nella Gdo per i primi 6 mesi 2014.

Oggi 6 famiglie italiane su 10 hanno acquistato almeno 1 volta un prodotto biologico nell’ultimo anno, ossia poco meno di 15 milioni di nuclei familiari, in soli 2 anni oltre 2 milioni di nuclei familiari in più hanno acquistato bio in almeno una occasione. Aumenta la spesa destinata al Bio: la spesa pro-capite degli italiani è di 39 euro, solo nel 2011 era pari a 28 euro. Il bio incide sul totale della spesa alimentare per circa il 2%, ma solo 10 anni fa la quota era di qualche centesimo di punto percentuale.

Dove si compra biologico? Comprare bio attraverso GDO significa soprattutto comodità (indicata dal 44% di chi compra bio prevalentemente in iper e super) e convenienza (17%). Chi acquista soprattutto presso Iper e supermercati è un consumatore deciso: sa già cosa vuole acquistare prima di entrare nel punto di vendita (41%) perché compra più o meno sempre gli stessi prodotti (29%) o perché ha già consultato il volantino delle promozioni (12%). Infatti la presenza di promozioni si conferma un fattore determinante: anche nel punto vendita il 28% sceglie dopo aver valutato le offerte sugli scaffali; un ulteriore 20% confronta referenze bio e prodotti convenzionali.

L’acquirente che si rivolge al retail specializzato apprezza l'ampiezza delle categorie di prodotto, la buona scelta del reparto fresco e del non-food. La fiducia nel negoziante che fa la scelta dei prodotti presenti in assortimento e che dispensa consigli. L’assortimento offerto nella statistica è al 55%, l'ampiezza “trovo tutte le categorie di prodotti bio che mi interessano” 27%, profondità “trovo tutte le marche dei prodotti bio che mi interessano” 11%, specifiche categorie “trovo una buona scelta anche nel fresco” 10%; “trovo anche prodotti bio e naturali non alimentari” 7%.

La categoria su cui ricade il maggiore interesse è quella dei prodotti ortofrutticoli freschi. Oltre il 70% dichiara di aver acquistato frutta e verdura a marchio bio in almeno una occasione negli ultimi 12 mesi, nell'ordine uova (57%), yogurt (50%), olio extra vergine d’oliva (49%), marmellate (45%), miele (35%). Importante è la penetrazione del vino (22%).

La presenza di promozioni nel punto vendita è comunque una leva importante per stimolare l'acquisto dei prodotti bio: il 90% degli acquirenti ritiene che la presenza di sconti sia un impulso importante, il 42% “molto” ed il 48% “abbastanza” per la decisione di acquisto di un prodotto a marchio bio. D'altronde il 30% delle vendite alimentari totali di convenzionali nella GDO è venduto in promozione.

La presenza di prodotti bio in promozione ha una funzione determinante, consente di “allargare” l'acquisto a nuove categorie di prodotti bio che altrimenti non verrebbero acquistati (33%) e di conoscere/sperimentare nuove marche (30%). Per un ulteriore 20% di consumatori la promozione è un modo per acquistare una quota più elevata di prodotti bio.

In prospettiva sia la Gdo che i negozi specializzati potranno interagire sempre di più con la propria clientela sfruttando come nuovi canali di comunicazione i siti internet e social network. Durante l'ultimo anno, il 4% degli acquirenti bio ha fatto regolarmente acquisti online e l'8% saltuariamente. Più in generale, il 52% degli acquirenti bio sarebbe interessato a servizi di consegna a domicilio oppure di ordine on-line con ritiro dei prodotti nel punto vendita.

La tendenza appare ancora al rialzo. Gli attuali acquirenti confermano la richiesta di biologico nel 2015: il 70% dichiara che manterrà stabile la spesa, il 19% comprerà più prodotti. La quota di chi prevede una spesa bio in contrazione - 11% degli attuali acquirenti - sarà probabilmente compensata dalla capacità di attrazione di nuovi consumatori: il 32% di chi oggi non acquista si dichiara propenso alla sperimentazione, soprattutto se le marche dei prodotti preferiti inserissero una linea bio e se fossero in assortimento nei negozi abitualmente frequentati.

Il biologico piace anche al ristorante. Dall’indagine Nomisma-Osservatorio SANA risulta che il 14,5% degli italiani ha avuto negli ultimi 12 mesi almeno una occasione di consumare un pasto (prima colazione, pranzo, cena) presso un locale che offre alimenti biologici: il 2% della popolazione consuma spesso pasti bio fuori casa, il 9,5% lo ha fatto ogni tanto, mentre il 3% ha avuto solo 1 occasione di consumo fuori casa. Un segmento di espansione ancora da sviluppare.

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