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Fatti & Conti
Obbligo di fatturazione elettronica? “Uno strumento rivoluzionario”

Di Marco Scotti
@marcoscotti83

 

Dottoressa Fratini Passi, con l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica si può parlare di rivoluzione o di semplice “messa a punto”?
Questo sarà il primo passo verso il completamento di una rivoluzione che dal 31 marzo 2015 vedrà interessate non solo tutte le pubbliche amministrazioni, ma coinvolgerà anche tutti i fatturatori ed il Paese nel suo complesso. Si avrà quindi un nuovo modello culturale, organizzativo e di comportamento che si affermerà da qui ai prossimi anni. Il nuovo obbligo, che comporta l’emissione, la trasmissione e la conservazione elettronica dei documenti, costituirà per i fornitori della P.A. l’unico strumento per far valere i propri crediti e farsi pagare. Gli adempimenti richiesti sia ai fornitori che alle pubbliche amministrazioni sono molteplici. La fattura elettronica, d’altro canto, abiliterà numerosi benefici per gli attori coinvolti in tutta la filiera. Inoltre, ridurrà i tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione stessa e, quindi, agevolerà la creazione di un virtuosismo nei rapporti Pubblica Amministrazione - utente finale – istituto finanziario. E’ una rivoluzione a cui tuttavia l’industria finanziaria italiana, attraverso il Consorzio CBI, è pronta da dieci anni.

Ci vuole ricordare brevemente quali sono i principali capisaldi dell’obbligo di fatturazione elettronica?
In tema di Fattura Elettronica Business to Government si ricorda che la Legge Finanziaria 2008 definisce obbligatorio l’invio della fattura elettronica per tutti i fornitori verso la P.A. Centrale, attraverso il braccio tecnico Sogei, gestore del Sistema di Interscambio della PA stessa. La collaborazione con le Istituzioni sul tema fattura, nata in concomitanza con la stesura del primo decreto sulla Fatturazione Elettronica (dal 2008), ha permesso al Consorzio di prendere parte ai principali tavoli di lavoro, costituiti in ambito nazionale e internazionale, contribuendo attivamente ai lavori e proponendosi peraltro quale soggetto super partes nel rapporto PA–Industria bancaria per abilitare lo scambio di Fatturazione Elettronica B2G. Tali lavori hanno condotto alla pubblicazione del secondo Decreto Attuativo il 3 aprile 2013, n. 55, riguardante l’obbligatorietà di utilizzo della fattura elettronica verso la Pubblica Amministrazione Centrale: 6 giugno 2014, per ministeri, Agenzie fiscali ed enti nazionali di previdenza; 31 marzo 2015 per le altre pubbliche amministrazioni secondo il recente Decreto Legge n. 66 del 24 aprile 2014.

Ci saranno aggravi per chi lavora con gli enti locali soprattutto dal punto di vista burocratico?
Ciascuna impresa può contattare il proprio Istituto Finanziario di riferimento e richiedere supporto, in qualità di intermediario abilitato, attivando il servizio di “Fattura PA”. A tale funzione l’impresa, di concerto con l’intermediario, potrà associare servizi di pagamento, anticipo e rendicontazione, ma anche servizi più peculiari, e gestiti nella tratta competitiva, di conservazione a norma, di gestione dello scadenzario e delle dispute, che abilitano la riconciliazione automatica e la più completa digitalizzazione dei processi interni. Attraverso tale modalità l’impresa avvia un progetto più ampio di dematerializzazione del proprio ciclo commerciale-logistico-finanziario, che comporterà dei risparmi elevati (che varia dal 60% al 90% a seconda della filiera e del livello di automazione attivato), in un tempo di payback (ritorno sull’investimento) inferiore all’anno, secondo le ormai consolidate ricerche del Politecnico di Milano. Parimenti l’Istituto Finanziario può operare da intermediario di “secondo livello” (alla stregua dei pagamenti F24), e pertanto l’impresa può affidarsi a commercialisti ed altri intermediari abilitati che potranno o meno avvalersi del servizio “Fattura PA” per la veicolazione della fatturazione elettronica. E’ inoltre partito il servizio di supporto alla fatturazione elettronica a disposizione delle PMI abilitate al Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione, che consente di generare, trasmettere e conservare le fatture elettroniche relative alle transazioni concluse sul MePA, ma anche riguardanti altre operazioni. Per cui sia la stessa Pubblica Amministrazione che gli intermediari si sono attivati in modo tale che i fornitore della P.A. stessa, in particolare le PMI, siano in grado velocemente di attivare questo processo virtuoso di digitalizzazione.

Questa procedura ridurrà i tempi di pagamento o le due cose non sono direttamente collegate?
Per i contratti svolti tra pubblica amministrazione e imprese, il termine di pagamento è, di regola, di 30 giorni. Le parti possono pattuire, purché in modo espresso, un diverso termine di pagamento quando ciò sia giustificato dalla natura o dall’oggetto del contratto o dalle circostanze esistenti al momento della sua conclusione: il termine non può in ogni caso superare 60 giorni. Ovviamente la dematerializzazione dei processi, avviata con l’obbligo della Fatturazione Elettronica verso la PA può essere l'inizio di un processo virtuoso che si riflette positivamente anche sulle tempistiche di pagamento. Secondo la ricerca 2014 dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione le fatture destinate ogni anno solo agli enti coinvolti dalla prima scadenza del 6 giugno 2014, sono comprese tra i 7,5 e i 10 milioni, quindi questo primo step coinvolgerà circa il 15% dei 60 milioni di fatture che la P.A. riceve ogni anno da 2 milioni di fornitori - si tratta del 40% delle imprese attive nel nostro Paese - per un valore complessivo di 135 miliardi di euro. Se si considera inoltre che con ogni fattura ricevuta in formato digitale si risparmiano circa 17 euro (14 euro per il minor impiego di manodopera, e 3 euro per la riduzione dei materiali e dello spazio utilizzato), il passaggio progressivo a un formato strutturato ha un beneficio potenziale per la Pubblica Amministrazione di circa un miliardo di euro l'anno grazie alla riduzione dei costi legati alle attività svolte, alla migliore accuratezza del processo, alla riduzione degli archivi e all'abbattimento dei tempi di esecuzione dei processi, e quindi anche di pagamento.

Quale ruolo potrà giocare il consorzio CBI?
In tale scenario l’industria bancaria, sulla base dell’esperienza acquisita, è all’avanguardia nella definizione di soluzioni che alimentano il circolo virtuoso tra ottimizzazione dei processi aziendali, fluidità nelle relazioni commerciali tra aziende, maggiore trasparenza nelle relazioni tra aziende e intermediari finanziari, semplificazione delle operazioni di accesso al credito. In particolare, il Consorzio CBI, a cui aderiscono circa 600 Istituti Finanziari che ad oggi offrono i servizi in modalità competitiva ad oltre 950.000 imprese e P.A., ha sviluppato una nuova funzione CBI “Fattura PA”, attiva dal 6 dicembre 2013, che consente ad un Consorziato di interfacciarsi con il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate gestito da Sogei per l’invio di Fatture Elettroniche per conto dei propri clienti aziende creditrici o per la ricezione di fatture elettroniche per conto delle proprie clienti Pubbliche Amministrazioni debitrici. Il valore del servizio di fatturazione elettronica offerto dagli intermediari sulla rete CBI sia nella tratta B2B che nella tratta B2G, consiste proprio nel supportare l’integrazione completa della financial value chain (FVC), dalla veicolazione della fattura, alla generazione automatica dell’incasso/ pagamento, alla relativa rendicontazione e riconciliazione automatica. L’esperienza e il vantaggio competitivo acquisito in questo ambito costituisce un prezioso asset che l’industria bancaria mette a disposizione delle imprese e della Pubblica Amministrazione, sia da un punto di vista tecnico – per il supporto all’individuazione di standard di e-invoicing interoperabili a livello europeo che conducano all’ottimizzazione del rapporto costi/benefici, sia per le imprese private e che per l’amministrazione pubblica – sia da quello della regolamentazione – per la costruzione di un supporto normativo che garantisca il pieno sviluppo delle iniziative e la valorizzazione di quelle in essere, mantenendo tutti i requisiti per un effettiva competitività dei sistema Paese.

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fatturazione elettronicacbipubblica amministrazione
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