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Valter Mainetti: la normativa per le SIIQ? Grande opportunità per Ipo Sorgente RES

I mercati a fine 2014 hanno girato le spalle alle matricole ma Sorgente Res non si arrende e si prepara ad andare in Borsa come Siiq entro l’estate 2015. La nuova normativa sulle società d’investimento immobiliari quotate, entrata in vigore a cavallo dell’autunno, si rivela come l’opportunità per modificare il progetto di quotazione in modo più vantaggioso per gli investitori. Un cambio di passo necessario per portare avanti la strategia di sviluppo globale di Sorgente Group che opera nella finanza immobiliare internazionale attraverso le tre holding di Roma, New York e Londra e che non esclude per il futuro analoghe operazioni di ipo in altri paesi. E’ quanto afferma Valter Mainetti, fondatore e Ceo del gruppo Sorgente, nell’intervista a Class Cnbc, e pubblicata oggi da Milano Finanza, in cui ripercorre le origini del gruppo, e racconta com’è nata l’idea di quotare a piazza Affari la controllata Sorgente Res e i motivi del rinvio. L’imprenditore spiega, inoltre, il modello di business legato agli immobili trophy e iconici, e, infine, commenta gli ultimi scandali romani sulla corruzione che non fanno bene all’immagine dell’Italia e rischiano di allontanare gli investitori esteri. 

“All’interno della holding italiana del gruppo Sorgente mancava uno strumento quotato. E ne avvertivamo l’esigenza. Purtroppo, però, il 2014 è stato un anno favorevole fino alla metà di ottobre quando il mercato è cambiato in modo brusco. Parecchi investitori stranieri, soprattutto americani, hanno girato le spalle all’Europa in generale, quindi è stato impossibile procedere con il nostro programma, che però, pur con alcune variazioni, continua”, afferma Mainetti nell’intervista. Si è trattato, dunque, di un rinvio di tipo tecnico, come ce ne sono stati altri. “Gli investitori stranieri si sarebbero posizionati sulla parte più bassa della forchetta di prezzo delle azioni. Quindi, non era il caso di proseguire, ma di aspettare momenti migliori”. 

Per Mainetti la nuova normativa sulle Siiq è una novità per la quale vale la pena di “adeguare tutto il programma” di quotazione di Sorgente Res. “Questo porterà un allungamento dei tempi, ma non moltissimo, già da marzo – aprile dovremmo essere pronti”, assicura il ceo del gruppo. “ Per quanto riguarda Sorgente Group of America, che è abbastanza autonoma, anche se ci siamo sempre coordinati, si sta riflettendo su una quotazione negli Stati Uniti, ma ci vorrà qualche anno prima di essere pronti”. In definitiva, l’obiettivo è realizzare una quotazione in ognuno dei paesi dove il gruppo Sorgente opera perché questo sarebbe coerente con schema dei fondi su cui si basa il modello di business.

Ma quando di preciso è nato il gruppo Sorgente e come si è arrivati alla struttura di oggi? Nell’intervista Mainetti spiega che la finanza è venuta dopo, anche da un punto di vista generazionale: suo nonno iniziò montando strutture in ferro di grandi edifici, suo padre passò all’industrializzazione e poi è stato lui stesso a dare una connotazione finanziaria al gruppo alla fine degli anni Novanta. In effetti, le origini risalgono all’inizio del xx secolo grazie all’unione di due famiglie d’imprenditori, che condividevano le competenze della lavorazione del ferro e dell’acciaio. Nacquero così due imprese, una a Roma, nel 1910, e l’altra a New York nel 1919, e queste due grandi città così distanti rispecchiano ancora oggi le due anime del gruppo che investe in tutto il mondo soprattutto in asset trophy e iconici (questi ultimi non hanno una valenza simbolica come i trophy – tipo Flatiron a New York e Galleria Colonna a Roma - ma rappresentano immobili belli e irripetibili come per esempio il palazzo del Tritone a Roma, sede del quartier generale della società). “Questo mercato non ha subito una grande crisi, dopo il 2008 c’è stata una flessione del prezzo, del valore e poi sono rimasti stabili. E oggi sono contesi. Basta vedere il fermento che si è creato a Milano intorno alla gara l’immobile Unicredit di Piazza Cordusio, alla quale partecipano diversi investitori internazionali. Diverso è il mercato non di pregio, oppure il mercato dell’abitazione, che risente della difficoltà di trovare i mutui, sono due mondi diversi”, continua Mainetti.

E proprio l’Italia è ricca di opportunità di investimento per gli operatori immobiliari, italiani ed esteri. Ma come incidono sull’immagine del paesi gli ultimi scandali legati alla corruzione? “L’Italia viene considerata dagli investitori esteri come una nave importante, grande, che però naviga in modo un po’ trasversale. Ci sono grandi gruppi finanziari francesi o americani che conoscono la realtà italiana perfettamente e sanno che quando si parla di mafia a Roma, non si intende la mafia siciliana, non è che a Roma ci siano i ‘padrini’. Però, purtroppo, tutto questo bene non fa all’immagine del paese, pensando poi anche alle vicende del Mose a Venezia e a quelle legate all’Expo a Milano. E’ vero anche però che la magistratura deve compiere il suo corso, quindi ben vengano anche queste ‘potature’”, conclude l’imprenditore. 

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