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Fiera del Levante 2013
EATALY-Bari mollati gli ormeggi Viaggio slow nel gusto italiano
eataly vandola

Le prime gomene sono state mollate, oggi tocca alle restanti e il bastimento EATALY salperà per un ulteriore viaggio nel gusto italiano, questa volta dalla riviera levantina del lungomare di Bari, guidato dalla storica Caravella della Fiera del Levante.

Oscar Farinetti alla plancia di comando, assistito dagli ufficiali di bordo: Mimmo Casillo e Fabrizio Lombardo Pijola. Non una madrina, per il varo, ma tre padrini istituzionali: Nichi Vendola - Regione Puglia, Francesco Schittulli - Provincia di Bari, Michele Emiliano - Sindaco di Bari.

La rotta segnata dallo stesso Farinetti è indicata nei tratti e nei colori post-moderni delle tele dell'artista dauno Leon Marino, e nei sapori, nella fantasia e nella maestria di due chef del calibro di Pietro Zito e Peppe Zullo.

Lasciate alle spalle polemiche, patemi d’animo e malumori lo staff di Eataly-Bari accoglie col sorriso e una sobria professionalità il fiume di curiosi, visitatori, ospiti e impazienti del primo assaggio, che ha occupato e riempito ogni corridoio dei due piani ristrutturati di questa storica parte degli spazi della Fiera del Levante.

Farinetti con evidente orgoglio fa da cicerone agli ospiti istituzionali e poi si concede all’abbraccio della folla ed alle innumerevoli richieste di foto ricordo, con piglio da autentica star e a ciascuno non si stanca di indicare i temi da lui stesso proposti, per la realizzazione delle tele posizionate all’ingresso del piano superiore: lungo l’imponente scalinata illuminata da un modernissimo lampadario.

In quelle tele è racchiusa la sua filosofia di vita: In “Un mondo in via di guarigione spirituale. Meno io e più noi. Meno politici e più politica. Meno liti e più accoglienza. Meno bombe e più diplomazia. Meno sprechi e più responsabilità. Meno invocazioni e più vocazioni. Meno Chiesa e più Gesù”. Una filosofia che Leon Marino ha rappresentato ed esaltato col suo tratto luminoso, elegante e meridiano.

Colpito e rapito, uno stupefatto Nichi Vendola ha abbracciato l’autore, dicendosi orgogliosamente conterraneo di tanta incisiva espressione artistica e “simpaticamente arrabbiato che sia stato un piemontese a volerne valorizzare la creatività e l’ispirazione”.

 

Tra una piadina e un prosciutto di Parma, tra un carpaccio, una mozzarella, un prosecco e una birra artigianale, un saluto e uno scambio di apprezzamenti si è trovato il modo anche di far riavvicinare il Presidente della Regione Puglia a quello della Provincia di Bari, Francesco Schittulli, per tiepido tentativo di chiarimenti dopo la tenzone a colpi di dichiarazioni e comunicati sul passato recente e sul futuro dell’Ente Fiera del Levante.

Mentre Michele Emiliano, ai microfoni, continuava a sottolineare l’importanza di un’opportunità unica ed efficace di proiettare sulla frontiera internazionale la gamma variegata ed articolata di prodotti pugliesi, che possono trovare in Eataly l’ambasciatore più affidabile sui palcoscenici che contano, e un promotore ad alta credibilità sui mercati, sulle tavole e sugli scaffali più qualificati del mondo intero.

Prezzi non bassi, ma sostenibili. Questo il liet motiv raccolto ripetutamente durante la serata, insieme agli apprezzamenti per la completezza della proposta enogastronomica ed alla sorpresa di vedere concentrati in modo così funzionale una tale quantità di prodotti eccellenti italiani.

Sornione e soddisfatto il neo-presidente della Fiera del Levante, Ugo Patroni Griffi, che si dice pronto a bruciare le tappe, per convocare il primo consiglio e apprestarsi a presentare la Fiera sul mercato. Il brand è ben percepito, lo testimoniano le numerose richieste di collaborazioni provenienti da altre importanti Fiere non solo nazionali.

eataly bari 2013

E per l’edizione a breve si augura che: “sia un’edizione che incontri il consenso del pubblico”. Infine, per quanto riguarda la privatizzazione, sarà bene tener presente che: “Privatizzazione non significa speculazione. Essa vuol dire arretramento del pubblico nella proprietà e nel controllo, e affidamento ai privati che hanno idee, volontà e capitali da investire nella gestione. Il mix pubblico-privato si estrinseca nella tutela dell’interesse pubblico, mentre si offre e si chiede al privato di sfruttare al massimo le potenzialità”.

(gelormini@affaritaliani.it)

 

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